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Il Miele, un potente aiuto dalle api

 

Il Miele, la propoli e la pappa reale, prodotti originari dell’alveare, sono da secoli ritenuti alimenti sani. Il miele è stato utilizzato fin dall'antichità come dolcificante, ma soprattutto è sempre stato un ottimo presidio nelle medicine tradizionali. Diversi studi condotti su questo alimento indicano infatti che ha anche funzioni come antibatterico, antiossidante, antitumorale, anti-infiammatorio e antivirale. Nei diversi studi clinici sono stati dimostrati i suoi benefici antiproliferativi e antimicrobici e protettivi cardiovascolari. È quindi un alimento particolarmente importante per i bambini e per gli sportivi. 

Erejuwa ed altri hanno dimostrato gli effetti benefici del miele nel tratto gastrointestinale (GIT), perché va ad agire sul microbiota intestinale, sul fegato, sul pancreas e quello studio ha dimostrato che questi effetti funzionali possono migliorare il controllo glicemico  e i disordini metabolici.

Il miele, utilizzato (sempre con moderazione) al posto dello zucchero, dimostra effetti di controllo sulla glicemia e sugli ormoni che regolano l’appetito. Il miele però contiene diverse componenti, rendendo difficile individuare esattamente quale componente possa effettivamente contribuire al suo effetto ipoglicemizzante. 

È un immunomodulante nella guarigione delle ferite.

Addirittura il miele diventa utilizzabile nel combattere la candida.

In particolare un miele speciale, come il miele di Manuka, ha dimostrato di avere proprietà antibatteriche, e anche il famigerato Clostridium difficile è sensibilmente suscettibile al miele di Manuka  e l’utilizzo “terapeutico” del miele di Manuka può offrire un presidio efficace nel trattamento di quelle infezioni. Altri studi dimostrano che il miele di manuka  ha un potenziale nel trattamento topico delle ferite contenenti Streptococcus pyogenes.

In tutti i mieli, vi è - a diversi livelli - perossido di idrogeno prodotto da un enzima che le api aggiungono al nettare. Nel miele di manuka, e nel suo parente stretto che cresce in Australia, chiamato jellybush, c'è qualcos'altro oltre al perossido di idrogeno.

Quel "qualcosa" è molto difficile da definire.  Dopo più di venti anni di ricerca, Peter Molan, un biochimico che lavora nella sua Unità di Ricerca di miele presso l'Università di Waikato, nella centrale North Island, avrebbe identificato nel miele di manuka quali potrebbero essere questi potenziali curativi straordinari che lui ha definito UMF.

E ha trovato un modo per misurare l’efficacia antibatterica del miele di Manuka, confrontando quel valore, nel miele di Manuka con quello contenuto in un antisettico (fenico, o fenolo) e alle sue capacità di combattere i batteri. I risultati sono stati sorprendenti.

Questo particolare tipo di miele rappresenta quindi un trattamento antimicrobico interessante, utilizzabile insieme a terapie correnti, per il trattamento di ferite infette da batteri multiresistenti.

L’attività antibatterica del miele di Manuka è dimostrata anche contro i batteri che causano l’acne. La potenza antibatterica del miele è migliorata anche dalla presenza di altri composti bioattivi contenuti nella crema.

L’attività biologica del miele, della propoli e della pappa reale è attribuita dalla scienza principalmente ai composti fenolici come i flavonoidi. I flavonoidi hanno una vasta gamma di attività biologiche, tra cui quelle antibatteriche, antivirali, antinfiammatorie, antiallergiche, e azioni vasodilatatorie. Inoltre, flavonoidi inibiscono la perossidazione lipidica, l’aggregazione piastrinica, la permeabilità e la fragilità capillare, e soprattutto attivano i sistemi enzimatici tra cui ciclossigenasi e lipossigenasi. Comunque, quali siano questi composti bioattivi che ne fanno un autentico tesoro, godiamocelo, le api lo producono volentieri per la loro salute e per la salute umana.