Giovedì, 12 Dicembre 2019

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Ricca di folati, di potassio, di vitamine A, C e K e a ridotto contenuto di fosforo e sodio, la melagrana ha anzitutto proprietà antiossidanti e un’azione diuretica e drenante, con specifico effetto cardiotonico. Studi scientifici ne dimostrano le proprietà di inibizione delle cellule dei tumori della prostata, del seno, della pelle. Le sue principali azioni terapeutiche riguardano la microcircolazione generale, Quindi l’uso protratto del succo di melagrana rallenta lo sviluppo dell’arteriosclerosi, abbassa la pressione sanguigna sistolica e migliora il profilo lipidico, diminuendo anche il rischio di malattie cardiovascolari.
Azioni che agiscono in particolare sul microcircolo renale, cardiaco e cerebrale. Lavorando sul microcircolo, il succo della melagrana ha effetti positivi anche sulle disfunzioni erettili.

Pur essendo un frutto la melagrana non incide sul Carico Glicemico Complessivo del pasto in quanto il frutto del melograno è dotato di azione ipoglicemizzante ed ipocolesterolemizzante, ed è perciò il frutto di elezione proponibile nella sindrome metabolica, come nel diabete e nei dismetabolismi lipidici. La forma più indicata in questi casi è la melagrana in chicchi e non il più “zuccherino” succo derivante dalla spremitura nello spremiagrumi.

L’azione più nota è quella contro alcune forme di virus, funghi e parassiti intestinali.
Le specie batteriche verso cui l’estratto del frutto intero di melograno ha provato la sua efficacia sono: Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Aspergillus niger, Salmonella tiphy, Pseudomonas aeruginosa, B. cereus.

L’azione terapeutica nelle parassitosi è esplicata dal suo contenuto in pelletierina, sostanza altamente tossica per la tenia ed altri vermi intestinali. Azione che si ottiene, per esempio componendo un pasto con 50 g di bruschetta (con aglio, antiparassitario), 50 g di spaghetti aglio, olio e peperoncino, 150g di fagiolini lessati, conditi con olio, sale, uno spicchio di aglio crudo ed un ciuffo di prezzemolo tritati ed una melagrana. Oppure con 50 g di tagliatelle alla crudaiola, un peperone pelato (condito con capperi, olio, sale, uno spicchio di aglio crudo ed un ciuffo di prezzemolo tritati) ed una melagrana.

Ma lo studio più interessante è quello pubblicato nel luglio 2012 che conferma un’attività antinfiammatoria evidentissima soprattutto nelle forme di enterocolite necrotizzante, con soppressione delle citochine pro-infiammatorie. Ragione per cui se ne consiglia l’utilizzo in tutte le patologie che interessano l’intestino. Un’altra notizia utile è che il succo di melagrana è utile come chelante nelle intossicazioni da alluminio. Studi scientifici dimostrano la validità dell’utilizzo del succo di melagrana anche nell’Alzheimer. 

Non di minore importanza è il fatto che il succo delle  melegrane può inibire la degradazione della cartilagine e quindi può essere un utile presidio nutrizionale per migliorare la funzionalità e l’integrità dell’articolazione cartilaginea e l’osteoporosi. E’ un frutto indicato in menopausa perché contrasta i disturbi dell’umore che si accompagnano al periodo particolare e protegge dai disturbi osteo-articolari.

 Alcune associazioni nutrizionali, utilizzabili anche da soggetti diabetici, che prevedono l’inserimento della melagrana nel pasto potrebbero essere le seguenti: 150 g di lombata di maiale, due pomodori conditi con l’aggiunta di cipolline fresche ed una melagrana; oppure 150 g di petto di pollo con prezzemolo, aglio ed olio, 150 g di cavolo cappuccio crudo ed una melagrana. Queste associazioni determinano un abbassamento del Carico Glicemico Complessivo del pasto per effetto della cipolla cruda e della melagrana.  Nei casi di dismetabolismo lipidico ed ipercolesteroleremia, associati alla malattia diabetica, saranno proponibili associazioni nutrizionali con: 180 g di pesce in padella, 150 g di puntarelle condite con l’acciuga e l’aglio ed una melagrana. La Bioterapia Nutrizionale utilizza da sempre la melagrana anche nelle anemie sideropeniche e nelle piastrinopenie, proprio per la grande biodisponibilità del ferro contenuto nel frutto.

 Così come le utilizza nelle patologie degenerative del sistema nervoso centrale, in quanto era già noto -prima degli studi che confermano queste buone pratiche- che la melagrana apporta un gran numero di elettroliti e sostiene la microcircolazione. I migliori successi sono stati ottenuti nelle demenze senili e nel morbo di Alzheimer, o anche nell’autismo, in quanto il suo impiego contribuisce alla ripresa della funzionalità neuronale, migliorando la capacità mnemonica e di attenzione.

Suggerimenti utili? 150 g di petto di tacchino al limone, 150 g di cicorietta di campo o tarassaco crudi ed una melagrana; oppure 50 g di spaghetti alle vongole, due zucchine marinate cd una melagrana. Le associazioni lavorano sul sostegno dell’attività nervosa e sulla sedazione dell’irritabilità.

Un frutto che si fa attendere, che si presta a molti usi, il migliore dei quali resta indubbiamente quello di consumare il frutto crudo, così com’è. Un regalo della natura per l’inverno perché consente di fare un bel carico di ferro, di elettroliti e di vitamine A, C, K, fornendo i nutrienti utili a prevenire e a contrastare le malattie da raffreddamento, le sindromi influenzali e le infezioni virali. Infatti potrà essere impiegata in numerose associazioni nutrizionali efficaci in queste affezioni patologiche, come ad esempio un pasto con pasta e lenticchie, 150 g di cavolfiore ripassato ed una melagrana; oppure un pasto con la minestrina all’aglio, 150g di verza ripassata ed una melagrana.