Martedì, 22 Ottobre 2019

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Pinoli

 

I pinoli sono i semi di alcuni tipi di pino, di cui il più noto è il Pinus pinea. Questi semi si trovano tra le scaglie delle pigne prodotte dai pini e sono rinchiusi in un guscio duro che li protegge.

Il pino comune (Pinus Pinea) è un albero che raggiunge comunemente i 30 metri di altezza, le sue pigne, grandi e pesanti, giungono a maturazione in tre anni. La parte commestibile del pinolo è morbida e di piccole dimensioni.

Per ottenere 5 chilogrammi di pinoli sgusciati per uso alimentare sono necessarie circa 100 pigne. Si comprendono perciò facilmente le ragioni dell’alto costo di questi semi. Inoltre in Italia negli ultimi anni questa specie è stata seriamente attaccata dai parassiti (Leptoglossus occidentalis) o dai funghi (Sphaeropsis sapinea), facendo ulteriormente lievitare i costi. Spesso i pinoli che noi consumiamo provengono dall’estero dove le regole non sempre sono severe e sicure per la salute umana, per questo si consiglia di consumarne di biologici.

 

I grassi contenuti all’interno della frutta secca come i pinoli sono prevalentemente mono e polinsaturi: per questo sono consigliati nell’alimentazione di chi produce molto colesterolo. Secondo una ricerca pubblicata dal British Journal of Nutrition, nelle persone non in sovrappeso il consumo regolare di frutta secca è in grado di abbassare i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL) e dei trigliceridi nel sangue, innalzando contemporaneamente il tasso di colesterolo “buono” (HDL). Fornendo l’organismo di “grassi buoni” il fegato smette di auto-produrne di “cattivo”.

I pinoli sono destinati al consumo alimentare sia per essere consumati freschi, che per la preparazione di molti alimenti; sono utilizzati in pasticceria come ingrediente per creare dolci (strudel) oppure sono impiegati per la preparazione di insalate o anche del più noto pesto alla genovese.

 

I pinoli sono composti per il 3% da acqua, 68% da grassi, 13% da carboidrati, 13% da proteine, amido, ceneri e fibre alimentari; c’è una discreta la presenza di minerali tra cui il manganese, il ferro, il magnesio, il potassio, il fosforo (575mg.), il calcio (16 mg.), lo zinco e il sodio.

Anche le vitamine sono ben rappresentate, come la vitamina A, alcune vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5 e B6), la vitamina C (in piccolissima percentuale), le vitamine E, J e K.

La frutta secca può contenere anche buone quantità di folati (34mg.), la cui assunzione è di vitale importanza da parte delle donne incinte per il benessere del feto. Ed è fondamentale per la salute del mitocondrio. Inoltre la natura ha posto una sostanza antiossidante all’interno dei pinoli: la vitamina E (alpha tocoferolo) proprio per impedirne l’irrancidimento.

Sono presenti in questo seme anche diversi aminoacidi: acido aspartico e glutammico, alanina, arginina, cistina, fenilanina, glicina, leucina, metionina, prolina, tirosina, serina, tirosina, triptofano, valina. Questo ne fa un alimento utilissimo in tutte quelle diete in cui siano presenti dismetabolismi e carenze nutrizionali. I pinoli, per il calcio contenuto che ne fa un nutriente naturalmente sedativo,  sono utili nelle diete delle persone con problematiche del comportamento (contribuiscono a sedare l’asse dello stress) e nelle diete dove per intolleranze al lattosio o altri problemi metabolici sia impossibile ricavarlo dai latticini. 

Alcuni studi scientifici hanno dimostrato il potere antinfiammatorio di questo prodotto della natura ed un recentissimo studio condotto da II Facoltà di Scienze, dell’Università libanese, nel Dipartimento di Chimica, a Fanar, (Beirut), nel Libano, e pubblicato su Planta Medica, ha sorprendentemente indicato che questi oli essenziali potrebbero essere utili per il trattamento di tumori altrimenti farmaco-resistenti e refrattari.

In Italia la produzione è maggiormente concentrata nel Lazio ed in Toscana dove vengono prodotti i pinoli più famosi che sono senza dubbio i pinoli di Pisa e della maremma Toscana.  La maggior parte dei pinoli presenti sul mercato tuttavia provengono dalla Cina la cui qualità però e nettamente inferiore a quella italiana.