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La tossicità dello zucchero bianco

La ricerca di un gruppo di studiosi dell’Università di San Francisco, pubblicata sulla rivista Nature nel febbraio 2012, con il titolo “Sanità pubblica: la verità sulla tossicità dello zucchero raffinato”, ha messo in evidenza i danni provocati da questo alimento: fa aumentare la pressione, cambia il metabolismo, provoca problemi al fegato e causa gli stessi danni del fumo e dell’ alcool.

Lo zucchero è da anni incriminato da Robert Lustig, un pediatra endocrinologo presso l’Ospedale dei Bambini di UCSF Benioff, che ha fatto notizia con la sua crociata sulla salute pubblica contro il consumo dello zucchero in eccesso. Lusting sostiene che lo zucchero “non fornisce solo calorie, ma ai livelli in cui viene consumato in Occidente, certamente causa pericoli per la salute simili a quelli  che si hanno bevendo troppo alcool, che non a caso deriva dalla distillazione dello zucchero”.

Secondo i ricercatori infatti lo zucchero bianco è uno dei principali responsabili dei 35 milioni di morti l’anno, per malattie come il diabete e problemi circolatori. Ovviamente tutto dipende dalla quantità di zucchero quotidianamente assunto.

Lo zucchero dovrebbe essere un alimento naturale, dovrebbe provenire dalla lavorazione della barbabietola o della canna da zucchero, ma per diventare esteticamente gradevole viene sottoposto a complesse trasformazioni industriali: prima viene sottoposto a depurazione con latte di calce che provoca la perdita e la distruzione di sostanze organiche, di proteine, di enzimi e di sali di calcio; poi, per eliminare la calce che è rimasta in eccesso, il succo zuccherino viene trattato con anidride carbonica. Alla fine un prodotto che potrebbe essere sano, subisce un ulteriore trattamento con acido solforoso, molto tossico, per eliminare il colore scuro, e successivamente viene sottoposto a cottura, raffreddamento, cristallizzazione e centrifugazione.

Nella seconda fase di lavorazione lo zucchero viene filtrato e decolorato con carbone animale e poi, per eliminare gli ultimi riflessi giallognoli, viene colorato con il colorante blu oltremare o con il blu idantrene (proveniente dal catrame e quindi cancerogeno). Il prodotto finale è una sostanza bianca cristallina che non ha più nulla a che fare con il ricco succo zuccherino di partenza e viene venduto al pubblico per addolcire gran parte di ciò che mangia. Diventa il famoso zucchero bianco raffinato. Ma comporta tutti gli effetti dello zucchero raffinato. Per poter essere assimilato e digerito, lo zucchero bianco sottrae al nostro corpo vitamine e sali minerali (in particolare il Calcio e il Cromo) a danno dei denti e delle ossa, con l’indebolimento dello scheletro e della dentatura.

 “Non diciamo di proibire lo zucchero ” hanno concluso i ricercatori, bisogna educare ad un consumo più idoneo.”  Inoltre, varianti e derivati dallo zucchero, come il fruttosio e l’aspartame presenti in molti cibi, non sono esenti dall’essere nocivi.

Il bello degli studi clinici è che dicono tutto ma anche il contrario di tutto.

Un recente studio condotto da Rahiman del Dipartimento di Medicina Bioscience, dell’Università di Città del Capo su “Gli effetti in vitro dei dolcificanti artificiali e naturali sul sistema immunitario utilizzando interi saggi di coltura di sangueavrebbe addirittura  concluso che i dolcificanti naturali, come lo zucchero, la melassa di canna (10 ug / mL), migliorano il livello del biomarker infiammatorio IL-6, mentre tutti i dolcificanti artificiali hanno rivelato un effetto soppressivo sulla secrezione di IL-6. L’esposizione delle cellule del sangue al sucralosio ha addirittura ridotto anche i livelli del biomarker di immunità umorale, l’interleuchina-10. 

Ma quelli erano studi condotti in VITRO, cioè su campioni di sangue umano isolato dal corpo. Viceversa una pubblicazione della tesi di dottorato (PhD) in Filosofia delle Scienze di Farzana Rahiman presso la stessa Università di Città del Capo del maggio 2011, dal titolo “Gli effetti di dolcificanti artificiali e naturali su vari sistemi fisiologici” aveva già osservato quanto gli studi sui dolcificanti naturali possono far rilevare effetti negativi ma anche effetti benefici su alcuni sistemi fisiologici. L’effetto immunostimolante della melassa, rilevate negli studi  in vitro, non era stato poi confermato sugli esseri viventi. I risultati di questo studio avevano invece dimostrato che l’esposizione degli esseri umani, vivi e interi, alla melassa, produceva un effetto immunosoppressivo. Quei risultati hanno suggerito che la melassa può ridurre la risposta immunitaria umorale quando viene utilizzata quotidianamente per un periodo prolungato. I risultati dello studio hanno anche dimostrato un singolare effetto della melassa sul sistema riproduttivo maschile: la melassa ha la capacità di migliorare la produzione del testosterone negli uomini. Quei dati – su questo singolo meccanismo fisiologico- convalidano il risultato ottenuto nello studio in vitro e promuovono ulteriormente l’uso della melassa come integratore per aumentare la produzione di testosterone, migliorando così la salute riproduttiva. Ma bisogna tenere presente che l'effetto generale è di abbassare le difese. E sulle quantità non bisogna mai abbassare la guardia, perché l'equilibrio glicemico è fondamentale per la buona salute dell'organismo.

I dati ottenuti nello studio di Farzana Rahiman forniscono informazioni preziose sull’attività dei dolcificanti, ma mettono in guardia anche dal trarre conclusioni dagli studi se non sono condotti sui metabolismi umani, che presentano un’infinita varietà di variabili.