Martedì, 22 Ottobre 2019

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MANDARINO BTN

I mandarini sono eccellenti agrumi da mensa: se ben maturi e freschi, sono saporiti e fragranti, ricchi di vitamine, acidi organici e zuccheri. Dalla scorza, o dai frutti interi, si ricava l’essenza di mandarino, impiegata nell’industria dei liquori e in profumeria. I frutti maturano nella stagione invernale e vanno colti gradualmente,  quando la scorza ha un bel colore arancio intenso.

L'azione diuretica del mandarino, che lo rende un frutto ipotensivo ed adatto nelle patologie renali, è facilitata dalla minima percentuale di sodio ed indotta dalla stimolazione metabolica e tiroidea, con aumento della perfusione renale per accelerazione della velocità  di circolo  e della frequenza cardiaca. Nello stesso tempo, il bromo ed il potassio esercitano un'azione miorilassante anche a carico della rete vascolare del nefrone, con aumento del filtrato glomerulare, sostenuto dal notevole apporto di acqua di vegetazione. In pazienti affetti  da  patologie  renali,  soprattutto in caso di concomitante ipertensione arteriosa, pasti idonei a migliorare il quadro clinico sono: a pranzo, due uova al piatto, 150 g di puntarelle condite e quattro mandarini; a cena, 50 g di riso al pomodoro e basilico, due indivie belghe ai ferri o 150 g di cavolfiore ripassato, a seconda se il paziente necessiti di un apporto di ferro o di iodio, e quattro mandarini.

   Oltre alla capacità mineralizzante e di ausilio delle difese organiche, il mandarino agevola il deflusso della bile, ad opera dei suoi acidi organici, aumentando, inoltre, la secrezione dei succhi gastrici. Infatti, un pasto adatto in soggetti con ipocloridria e deficit epato-biliare potrebbe essere realizzato con 150 g di straccetti di vitello con rucola, due carciofi trifolati o 150 g di fagiolini lessi, conditi all'agro, c quattro mandarini. Per il contenuto in acido fitico, chimicamente acido inositol-esafosforico, il mandarino può essere considerato, a tutti gli effetti, un alimento anticancerogeno, in particolare per i tumori del colon-retto. Infatti, l'acido fitico ha la proprietà di legarsi ai residui minerali presenti negli alimenti, riducendone l'assorbimento intestinale e facilitando l'eliminazione fecale delle scorie indigerite di proteine e cellulosa, contribuendo a ridurre la formazione delle nitrosarnine, di cui è riconosciuta la cancerogenicità a carico della mucosa intestinale. In questi casi si potrà proporre una soluzione nutrizionale con pasta e lenticchie, 150 g di verza ripassata e tre mandarini. Oppure, 50 g di tagliatelle alla crudaiola, 50 g di prosciutto crudo, 150 g di cavolfiore ripassato e tre mandarini.

   I flavonoidi ed i flavoni, noti come vitamina P, agendo sinergicamente con la vitamina C, hanno azione antiscorbutica ed antiemorragica. Per questa ragione, il mandarino è indicato per ridurre, senza bloccarlo, un flusso mestruale abbondante, per esempio componendo un pasto con 150 g di scaloppina alla provatura, una indivia riccia condita e quattro mandarini. Come sempre, la natura dimostra la perfetta armonia dei suoi prodotti. Infatti, l'azione antiemorragica dei f1avoni è bilanciata da quella fluidificante dell'adenosina. Per questa ragione, i mandarini possono essere impiegati nella fase premestruale per facilitare l'induzione di un flusso ematico senza coaguli, per esempio in associazione con 50 g di riso allo zafferano ed una melanzana in pastella o fritta dorata e, nello stesso tempo, possono contribuire a ridurre una metrorragia per l'azione tonica sulla parte vasale, da parte della vitamina C e dei flavoni, come descritto nell'esempio precedente.

   Aumentando il tono dei capillari ed accrescendo la resistenza dell'endotelio, queste vitamine sono utili in tutti gli individui che presentino patologie della coagulabilità ematica, con rischio di ecchimosi e petecchie. In una donna gravida, a rischio di gestosi gravidica, i f1avonoidi esercitano un effetto protettivo e tonico, prevenendo il rischio di emorragie. Nello stesso tempo, l'azione diuretica del mandarino contrasterà la tendenza ipertensiva, tipica di questa sindrome, mentre l'adenosina, antiaggregante piastrinico, fluidificando il tessuto ematico, contrasterà la tendenza trombotica. Nella composizione di un pasto si potranno associare quattro mandarini, come frutta, a 150 g di pesce lesso e 150 g di puntarelle o una indivia riccia.

   Per la sua azione miorilassante e sedativa, ma anche stimolante il metabolismo, il mandarino costituisce un agrume adotto a sostenere la funzione tiroidea anche nel pasto serale, in soggetti ipotiroidei o in dieta dimagrante, senza rischiare un aumento della eccitabilità neurologica ed il disturbo del sonno. Un esempio di pasto potrebbe essere il seguente: 150 g di petto di pollo in padella con prezzemolo, aglio e olio, due indivie belghe crude e quattro mandarini. In questa associazione, proponibile ad una donna nei primi giorni del ciclo mestruale, vengono rispettati gli equilibri ormonali e vengono attivali il metabolismo e la diuresi, senza eccitare il sistema nervoso, soprattutto in soggetti ansiosi. Il pasto sarà particolarmente adatto in donne con segni clinici di iperandrogenismo, che si gioveranno degli estrogeni presenti nel petto di pollo, mentre le proteine svolgeranno un ruolo di acidificazione organica e, perciò, di stimolo metabolico, nonché di reintegrazione delle perdite proteiche avvenute durante la mestruazione. Le indivie belghe crude esplicheranno un effetto stimolante per il loro contenuto in ferro. inoltre, essendo diuretiche e drenanti renali come tutte le verdure appartenenti alla famiglia delle cicorie, contribuiranno alla eliminazione delle scorie tossiche. Infine i mandarini, per le ragioni esposte precedentemente, potenzieranno la diuresi, favoriranno la fine del flusso mestruale ed aumenteranno la produzione degli ormoni tiroidei, senza disturbare il sonno. Un'altra associazione dimagrante, proponibile nel pasto serale in individui che richiedano una marcata stimolazione tiroidea, ma siano a rischio di insonnia e agitazione, potrà essere rappresentata da 180 g di pesce in padella, 150 g di valeriana e quattro mandarini. La presenza contemporanea dello iodio contenute nel pesce e, in quantità più ridotta, nei mandarini, indurrà un'intensa attivazione del metabolismo, con produzione di molti cataboliti, mentre la valeriana esplicherà la sua azione neuro-sedativa. Per questa ragione, allo scopo di evitare il rischio di imbibizione tessutale per l'intensa accelerazione metabolica, bisognerà agevolare al massimo la diuresi. Infatti, la proteina del pesce non contiene scorie azotale che impegnerebbero troppo il rene, mentre la valeriana ed i mandarini sono alimenti che agiscono in sinergia, potenziando le rispettive azioni diuretica e drenante.

   La spremuta di mandarini non costituisce una modalità ottimale di impiego di questo frutto, in quanto vengono persi tutti i nutrienti contenuti nella parte stromale dei singoli spicchi. Può essere prescritta unicamente, in sostituzione dell'acqua, ad individui assetati e disidratati, il cui organismo necessiti di liquidi e di sali minerali, ma anche di un effetto diuretico che, in caso di eccesso, faciliti l'eliminazione. In questi casi, soprattutto se si tratta di individui tendenzialmente ipertesi, l'ingestione di semplice acqua può provocare una pericolosa imbibizione tessutale con aumento della volemia e, conseguentemente, dei valori pressori. La ridotta percentuale di sodio presente nel succo di mandarino o di pompelmo, ma non dell'arancia, insieme all'acqua di vegetazione ricca di zuccheri e di acidi organici, costituisce la migliore soluzione bionutrizionale in queste situazioni contingenti, ai limiti degli equilibri fisiologici.

 

   Controindicazioni

   Allergia specifica alla buccia del mandarino, diabete.

 

Funzioni ed indicazioni bionutrizionali

Dal punto di vista bionutrizionale, il mandarino deve essere considerato

un frutto diuretico, dotato della capacità di stimolare la tiroide, in virtù del suo contenuto in iodio, è anche sedativo del sistema nervoso per i suoi bromuri. L’azione diuretica è facilitata dalla minima percentuale di iodio (che lo rende un frutto ipotensivo) ed indotta dalla stimolazione metabolica e tiroidea, con l’aumento della perfusione renale per accelerazione della velocità di circolo e della frequenza cardiaca. Nello stesso tempo, il bromo ed il potassio (210 mg %) esercitano un’azione miorilassante anche a carico della rete vascolare dei nefroni, con aumento

del filtrato glomerulare, sostenuto dal notevole apporto di acqua di vegetazione. La quasi assenza di grassi e l’azione fluidificante dei lipidi, ne fanno un ottimo alimento contro l’arteriosclerosi e l’obesità.

Inoltre, la percentuale di fibre indigeribili, come la cellulosa, lo rendono efficace nella stipsi,  senza avere l’aggressività di un lassativo.

Oltre alla capacità mineralizzante e di ausilio delle difese organiche, il mandarino agevola il deflusso della bile (ad opera dei suoi acidi organici), aumentando, inoltre, la secrezione dci succhi gastrici.

Per la sua azione miorilassante e sedativa, ma anche stimolante il metabolismo, il mandarino costituisce un agrume adatto a sostenere la stimolazione tiroidea anche nel pasto serale, senza rischiare un aumento dell’eccitabilità neurologica ed il disturbo del sonno.

La buccia dei mandarini è ricca di oli essenziali, quali il limonene, il pincnc. illinalolo. alcuni carotenoidi e numerosi flavonoidi.

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nonché pcctinc c acido chinico: tutti questi principi attivi sono dotali

di potere antimutageno e perciò anttucoptasuco. Se non esistesse il problema degli additivi e dei conservanti impiegati per la commercializzazione del mandarino, sarebbe molto utile mangiarne la buccia, anche in considerazione deli fatto che nelle varietà originarie di questo frutto, essa era molto sottile e delicata (simile a quella dd mandarinctto cinese che, normnlmente, l’icllC co nsumalO

con la .\·c{)rztJ).

Per il contenuto in acido fitico (1/6 mc %), chimicamente acido inositol-csafosforico. il mandarino può essere considerato, a tutti gli effetti, un alimento anticancerogeno, in particolare per i tumori del colon-retto. Infatti, l’acido fitico ha la proprietà di legarsi ai minerali presenti negli ali ment i (calcio, zinco, fosforo e magnesio), riduccndone l’assorbimento intestinale, e facilita l’eliminazione fecale dei residui indigeriti delle proteine e della cellulosa, riducendo notevolmente la formazione delle nitrosamine,  di cui è riconosciuta la cancerogenicità a carico della mucosa intestinale.

La stessa azione di inibizione dell’assorbimento, svolta a carico di diversi tipi di amidi e zuccheri complessi, presenti negli alimenti che compongono un pasto, permette di impiegare il mandarino nel trattamento bionutrizionnle di alcuni soggetti diabetici, a condizione di proporlo a conclusione del pranzo. Lo stesso frutto,  proposto da solo negli intervalli fra i pasti, farebbe drammaticamente elevare i livelli ematici del glucosio, in quanto l’acido fitico non avrebbe il potere di frenare l’assorbimento degli zuccheri diluiti nell’acqua di vegetazione.

I flavonoidi ed i flavoni (noti come vitamine P), agendo sinergicamente con la vitamina C, hanno azione antiscorbutica cd antiemorragica.

Per questa ragione, il mandarino è indicato per ridurre, senza bloccarlo, un flusso mestruale abbondante. Aumentando il lume dei capillari ed accrescendo la resistenza dell’endotelio, queste vitamine sono utili in tutti gli individui che presentino patologie della coagulabilità ematica, con rischio di ecchimosi e pctecchie (   ).

In una donna gravida, affetta da gestosi gravidica, perciò, impossibilitata ad assumere la necessaria quota proteica, nel suoruolo di SO.~ICgllO e di ristrutturazione delle pareti vasnli, i flavonoidi esercitano un effetto protettivo e tonico, prevenendo il rischio di

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emorragie: nello stesso tempo, l’azione diuretica del mandarino contrnsterà la tendenza ipcncnsivu. tipica di questa sindrome. Mentre t-adcnoslno (aTlliaggreglllltt’ pifllrillico). fluidificando il tessuto ematico contrasterà la tendenza trombotica. Ancora una volta la natura dimostra la perfetta armonia dci suoi prodotti: infatti. l’azione antiemorragica dei flavoni è bilanciata da quella fluidificante dell’adenosina.

Per questa ragione i mandnrini possono essere impiegati nella fase premestrunle per facilitare l’induzione di un flusso ematico senza coaguli e, nello stesso tempo, possono contribuire a ridurre una metrorragia per l’azione tonica sulla parte vasale, da parte della vitamina C e dei flavoni.

 

Succo di mandarino

La sta di mandarini non costituisce una modalità ottimale di

impiego di questo fruito. in quanto vengono persi tutti i nutrienti

contenuti nella parte stromale dei singoli spicchi. Può essere prescritta

unicamente in sostituzione dell’acqua, ad individui assetati

e disidrati il cui organismo necessiti di liquidi e di sali minerali,

ma anche di un effetto diuretico che, in caso di eccesso, faciliti l’eliminazione. In questi casi, soprattutto se si tratta di individui tendcnzialmente ipertesi. l’imgestione di semplice acqua può provocare

una pericolosa imbibizione tissutale con aumento della volemia

e, conseguentemente, dei valori prcssori. La ridotta percentuale di

sodio presente nel succo di mandarino o di pompelmo (11011 doìt’aranctat.

insieme all’acqua di vcgctnzlonc ricca di zuccheri e di acidi organici. costituisce la migliore snluaionc bionutrizionale in queste situazioni contingenti. ai limiti degli equilibri fisiologici.