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FERMENTI DI SOIA NEI DOLORI ADDOMINALI

Una piccola dose di germogli di soia fermentati allevia le lesioni della barriera intestinale, e l’iperalgesia (dolore forte) nell’infiammazione intestinale.

Nelle malattie infiammatorie croniche intestinali e nella colite ci sono delle citochine pro-infiammatorie che agiscono come fattori inibitorii della migrazione dei macrofagi: soprattutto predominano IL-1β e TNF-α. In particolare si trovano nel lume del colon  dei pazienti con patologie croniche intestinali, livelli aumentati di serina-proteasi (che è una famiglia di enzimi che frammentano i legami peptidici di alcune proteine). Quest’attività dipende da un insieme di residui aminoacidici che attivano un recettore 2 (PAR-2). PAR-2 e le citochine pro-infiammatorie insieme alterano barriera dell’epitelio intestinale, facilitando l'assorbimento di aggressori del lume intestinale che finiscono con il perpetuare l'infiammazione e il dolore viscerale. Gli estratti di soia contengono dei fitoestrogeni (isoflavoni) e gli inibitori della serina-proteasi (cioè Bowman-Birk). Le proteine della famiglia Bowman-Birk sono inibitori della serina proteasi che interagiscono con gli enzimi. Dal momento che gli estrogeni presentano migliori proprietà anti-infiammatorie dell’epitelio della barriera intestinale e che un concentrato di inibitori della serina proteasi migliora la colite ulcerosa, uno studio condotto in Francia dall’ Istituto nazionale di ricerca agronomica di Neuro-Gastroenterologia e Nutrizione[1], ha voluto valutare se un estratto fermentato di germogli di soia con isoflavoni standardizzati e un contenuto stabile di inibitori della serina-proteasi potesse esercitare una  protezione complessiva o sinergica sulla base di una inibizione della serina-proteasi e del recettore dell'estrogeno. Quindi le cavie colitiche hanno mangiato un estratto fermentato di germogli di soia. Sono stati valutati i danni macroscopici e microscopici, l’attività mieloperossidasi, i livelli delle citochine, la permeabilità intestinale, la sensibilità viscerale, l'attività proteolitica fecale e l’espressione di PAR-2. Il trattamento con estratto fermentato di germogli di soia ha migliorato decisamente la gravità della colite, diminuendo la permeabilità intestinale, la sensibilità viscerale, l’attività proteolitica fecale (che sussiste quando c’è un’insufficienza pancreatica esocrina) e PAR-2. A conclusione dello studio i ricercatori hanno rilevato che tutti i parametri erano stati invertiti dall’estratto fermentato dei germogli di soia. In conclusione, le proprietà anti-infiammatorie dell’estratto fermentato dei germogli di soia sono state il risultato di un trattamento che ha agito su due vie distinte ma sinergiche, cioè una ER-ligando (mediazione da parte degli estrogeni) e un percorso mediato dai recettori PAR-2 , fornendo il razionale per l'uso potenziale dei germogli di soia fermentati come terapia adiuvante nelle malattie infiammatorie croniche intestinali.

 

 

[1] Moussa L, A low dose of fermented soy germ alleviates gut barrier injury, hyperalgesia and faecal protease activity in a rat model of inflammatory bowel disease. 2012; PLoS One.