Domenica, 08 Dicembre 2019

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Fermentati nell’alimentazione

Le antiche tradizioni alimentari di tutto il mondo hanno mantenuto l’utilizzo di alimenti e bevande fermentate quasi in ogni pasto e perciò non soffrono particolarmente di problemi digestivi, di problemi autoimmuni e di problemi emotivi, che sono le maggiori afflizioni del mondo moderno. Diete primitive e tradizionali mantengono nelle loro abitudini cibi con un alto contenuto di enzimi e batteri benefici tratti da ortaggi, frutta, bevande, prodotti lattiero-caseari e condimenti fermentati.

Nella nostra società dei consumi in realtà quegli alimenti fermentati sono raramente presenti sulle nostre tavole sia perché richiedono tempo per la preparazione, sia perché siamo abituati a mangiare sempre le stesse cose. Non siamo abituati a creare e consumare in casa enzimi vivi, prebiotici di cui in verità i nostri organismi hanno un disperato bisogno. La correlazione tra batteri sani nel nostro corpo e la salute fisica, o la salute emotiva è invece molto interdipendente.

Cibi e bevande fermentate sono una fonte di salute antica che si è persa nel corso degli anni. Prima dell’introduzione del sistema di refrigerazione, le tradizioni alimentari dovevano necessariamente preservare le loro verdure e i latticini esclusivamente attraverso processi di 'latto-fermentazione', processi che in realtà arricchivano il contenuto e il valore nutrizionale dei prodotti consumati, in modo anche molto importante.

Quando il cibo passa attraverso il processo di fermentazione, inizia a produrre batteri benefici, i lattobacilli, che sostengono la salute del nostro corpo, insieme ad altri ceppi batterici “buoni”. Senza una giusta quantità di questi batteri sani nel nostro corpo, si cominciano ad avere sintomi quali depressione, ansia, ADHD, allergie, asma, problemi digestivi, problemi della pelle e altro.

La consuetudine a utilizzare alimenti e bevande fermentate è una pratica che può trasformare gli alimenti ordinari in nutrienti molto ricchi. Si può fermentare qualsiasi cosa, dai cavoli (crauti), alle carote e barbabietole (Kvass di barbabietola) o lo zenzero (fermentati di verdure), al latte di cocco (kefir di cocco), acqua e tè (kombucha)! Anche il pane prodotto con pasta madre utilizza la fermentazione naturale!

Quando si iniziano a consumare cibi fermentati quotidianamente: kefir, crauti, kvass, Tekka di Mimasa, umeboshi, kombucha, si nutre il corpo con una bella batteria di prebiotici, vitamine ed enzimi vivi.

Mangiare cibi fermentati consente diversi benefici, tra cui:

  • Contribuire a rimuovere le tossine dal corpo.
  • Rinforzare il sistema immunitario.
  • Migliorare la digestione.
  • Assorbire e utilizzare al meglio le sostanze nutritive.
  • Rinforzare il sistema immunitario e combattere l'infiammazione.
  • Combattere la candida albicans.
  • Aumentare i livelli energetici del nostro organismo.
  • Equilibrare gli ormoni.

 

Il consumo di alimenti fermentati contribuisce a creare un ecosistema sano all'interno dell’organismo che consente di migliorare l’equilibrio generale e di prevenire le malattie.

Alimenti e integratori prebiotici, probiotici e simbiotici possono essere utili all’interno di una terapia dietetica completa e adeguatamente variata, ma non sono significativi se assunti senza una corretta alimentazione.