Domenica, 17 Novembre 2019

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SOSTEGNO EPATICO

 

Il fegato è un organo che può essere stimolato, sostenuto, drenato, anche sovraccaricato. Ma bisogna sempre tenere presente che, eccedendo, si può determinare un “blocco” delle funzioni epatiche. È una questione di delicatissimi equilibri che la Bioterapia monitora attraverso lo stick urinario.

 

È opportuno sostenere il fegato in tutte quelle situazioni in cui si evidenzino sintomi d’intossicazione o di fatica epatica:

  • Ittero.
  • Cefalea accompagnata da fotofobia.
  • Prurito come segno di colatostasi, che dipende dal ricircolo dei sali biliari che irritano le terminazioni. È un segno di difficoltà epatica, in quanto se in un fegato non funziona la bile i suoi prodotti rigurgitano in circolo.
  • Emorroidi.
  • Bocca amara al mattino.
  • Bocca impastata.
  • Sete spasmodica.
  • Stipsi.

 

La sete spasmodica è un segno classico di sofferenza epatica, perché il fegato per poter lavorare ha bisogno di acqua. Anche la condizione diabetica, è noto, porta una sete continua, ma lì non è la glicemia a richiedere acqua, bensì un eccesso di diuresi. Ma quale acqua serve al fegato? Certo non quella del rubinetto e della bottiglia. Il fegato ha bisogno di acqua di vegetazione (dai vegetali) in modo da veicolare altre sostanze: ferro, minerali, potassio ecc.  Meglio mangiare un finocchio o la belga cruda piuttosto che bere acqua.

Anche la persona che dice che dopo pranzo ha sonnolenza e non digerisce, denuncia un fegato che non ce l’ha fatta a produrre i sali biliari necessari a permettere lo svuotamento gastrico e insieme al suo fegato non funziona bene il suo pancreas che dovrebbe rifornire il processo di enzimi.

La stipsi può essere causata da una funzione epatica rallentata ma anche dal fatto che una persona non beve abbastanza e quindi il suo fegato trattiene liquidi. Se c’è la stipsi spesso significa che la funzione biliare è in crisi e quindi va stimolata usando cibi coleretici e colagoghi, utili alla produzione e all’eliminazione della bile. Un alimento molto utile allo scopo è il carciofo che è coleretico e colagogo. Per lo stesso scopo sono utilizzabili i fritti (fritti in modo sano, con olio extravergine di oliva, non certamente quelli dei fast food!) perché la bile riversata nell’intestino accelera le evacuazioni. Il segreto per aiutare a risolvere la stipsi è proprio quello di stimolare la funzione biliare. Bisogna sempre rispettare i nostri organi, Perciò quando andiamo a stimolare la funzione biliare dobbiamo anche ricordare che questa coinvolge le altre funzioni del fegato. L’epatocita svolge cinquemila reazioni, non una di meno e tra le tante elimina la bile. Se si va a stimolare quella funzione vengono stimolate anche le altre. Si mette in moto il fegato.

Certo, in caso di patologia epatica seria, epatite tossica, la competenza è soltanto del medico. Negli altri casi (come una difficoltà negli stati febbrili) la Bioterapia Nutrizionale adotta il rimedio della soluzione glucosata sotto forma di flebo orale sorseggiata ogni dieci minuti, in modo da permettere l’assorbimento sub linguale dello zucchero, così che il sangue possa portare al fegato gli zuccheri e i liquidi necessari. La soluzione glucosata serve anche ad evitare il digiuno che metterebbe ulteriormente in crisi i metabolismi, il fegato e il cervello.

Se una persona è in grado di mangiare la cosa migliore è assumere zuccheri a più veloce cessione, come una bruschetta con pane tostato, olio e sale (se è gradito anche l’aglio va molto bene per le sue proprietà antibatteriche). L’olio rallenta un po’ l’assorbimento degli zuccheri. Nel pane tostato però gli zuccheri vengono trasformati e ceduti più velocemente e perciò un rimedio simile non sarebbe proprio indicato per un diabetico per il quale è consigliabile invece il pane raffermo che ha abbattuto la carica dei lieviti.

 

Verrebbe spontaneo pensare di poter mangiare un cibo “semplice”, come una patata lessata, invece è meglio una pasta al pomodoro, perché il pomodoro soffritto aggiunge al sostegno dei carboidrati a lento rilascio contenuti nella pasta, un piccolo stimolo, che lo rimette in moto, in condizione di lavorare. Le patate sono costituite da zuccheri a veloce cessione. Sono ottime per il fegato perché il fegato ha bisogno di potassio, però bisogna sempre fare attenzione al carico glicemico. Allora è meglio mangiare due mele cotte con cannella e chiodi di garofano.

Un altro piatto utilizzabile potrebbe essere rappresentato da due patate cotte in forno in carta d’argento (per persone che non hanno problemi glicemici), che riforniscono l’organismo di potassio, sedano il sistema nervoso e miorilassano. Sempre ben condite con olio e sale.

 

Come frutta, la pesca bianca ha anche una funzione di drenante epatico. Le altre pesche contengono carotenoidi che affaticano il fegato, invece la pesca bianca contiene pochissimo betacarotene, appena un po’ di iodio, molta acqua di vegetazione. Anche gli zuccheri contenuti nella pesca bianca son inferiori rispetto alle altre qualità di pesche, quindi è un frutto utilizzabile da tutti.