Martedì, 22 Ottobre 2019

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FAQ Naturopatia

D. Quali sono le differenze tra il lavoro del naturopata e quello del medico?

R. Naturopata e medico hanno ciascuno la propria autonomia e uno specifico campo d’azione, anche se possono efficacemente collaborare e lavorare insieme completando l’uno il lavoro dell’altro. Il naturopata non fa diagnosi. Sostiene le risorse energetiche individuali.

Ci si rivolge al medico per curare una patologia, per cui è il medico che fa la diagnosi e propone una terapia, mentre il naturopata effettua delle osservazioni e valuta il terreno costituzionale del soggetto (secondo le regole della Medicina Tradizionale cinese), le sue predisposizioni e le sue capacità di recupero e di riequilibrio energetico.

La cassetta degli strumenti del naturopata è costituita perciò da metodi naturali (rimedi naturali, tecniche corporee, essenze floreali, riflessologia, integratori, ecc.), con i quali stimola le capacità di autoguarigione dell’individuo, aiutando l’organismo a ritrovare gli strumenti per liberarsi del malessere e per vivere in salute ed armonia.

Prevenire è sempre meglio che curare. La malattia infatti insorge quando “si accendono” dei geni (epigenetica). Le cause possono essere ambientali ma anche derivanti da disequilibri interiori. Di fronte ad una diagnosi medica il naturopata può supportare l’individuo verso il recupero, insegnando uno stile di vita corretto atto a ripristinare le funzioni organiche e restituire funzionalità ai sistemi.

Il naturopata si avvale quindi di metodi di ascolto e di osservazione (colloquio naturopatico, riflessologia, iridologia, ecc.), attraverso i quali riesce a cogliere i segnali del corpo fisico, psichico ed emozionale, tenendo conto anche del contesto ambientale in cui l’individuo vive, dei suoi rapporti con se stesso e con gli altri, delle sue emozioni, delle particolari predilezioni, abitudini e competenze.

I prodotti e le tecniche naturali ed energetiche che i naturopati utilizzano hanno finalità di riequilibrio energetico-fisiologico della persona e di ripristino della funzionalità del sistema corpo-mente.

Il naturopata altresì indirizza il soggetto al medico, per gli opportuni approfondimenti diagnostici o terapeutici, ogni qualvolta si trovi di fronte a situazioni non di sua competenza o in tutti quei casi in cui i poteri di autoguarigione del corpo di quel soggetto e le tecniche naturopatiche messe in atto non siano sufficienti.



D. Come si svolge una consulenza naturopatica?

R. Una consulenza naturopatica dura circa un’ora. La seduta inizia con il colloquio informale. Si tratta di un’approfondita indagine sulla storia della persona e sul suo stile di vita.

La naturopatia è infatti una disciplina che mette al centro la persona nella sua totalità e unicità e utilizza strumenti fortemente individualizzati per cogliere abitudini maladattive.

Questa è anche la fase in cui il naturopata cerca di creare un’atmosfera tranquilla e spontanea e di instaurare con la persona una relazione di fiducia ed empatia.

Durante il colloquio il naturopata svolge un’analisi naturopatica nella quale esamina il terreno individuale della persona, ovvero le predisposizioni agli squilibri e le disarmonie in atto.

Tale analisi è di tipo energetico-funzionale e non clinica. Alcuni naturopati conducono l’analisi prediligendo l’esame dell’iride, altri la riflessologia del piede, altri ancora questi e altri metodi insieme.

Al termine, sulla base della particolare situazione emersa, il naturopata consiglierà il più opportuno trattamento naturopatico, ovvero un programma personalizzato per il mantenimento o il rafforzamento della salute, che può anche fungere da supporto alle terapie del medico.

Vi suggerirà pertanto rimedi naturali, tecniche energetiche, sedute di riflessologia, tecniche di rilassamento, esercizi fisici che, lavorando in sinergia, promuovono il riequilibrio e il potenziamento delle risorse fisiche, psichiche ed emozionali.



D. Per quali problemi specifici è indicata la naturopatia?

R. La naturopatia può rivelarsi di grande aiuto in un ampio ventaglio di situazioni e al naturopata si affidano persone con i disturbi più disparati. Questa è la vera forza della naturopatia: essere globale. Non essendo medicina - né convenzionale, né alternativa -, non concentra la sua azione sulla terapia di specifiche patologie, bensì su attività che cercano di riportare la persona ad un riequilibrio complessivo. I benefici ottenuti sul piano sintomatico e della prevenzione sono quindi l’esito di un naturale e fisiologico processo di autoguarigione legato al generale miglioramento della vitalità, come accade con altre discipline bionaturali, tra cui ad esempio lo yoga o lo shiatsu. Questo peculiare approccio consente alla naturopatia di essere utile in una molteplicità quasi infinita di casi.

D. C'è qualcosa che devo sapere prima di rivolgermi a un naturopata?

R. Molti trattamenti naturopatici sono in grado di aiutare il vostro corpo a rispondere meglio alle cure mediche o a velocizzare una convalescenza. Tuttavia questi non rappresentano una terapia e non possono sostituirla. Se credete di soffrire di qualche patologia è quindi sempre consigliabile, prima di consultare un naturopata, farsi esaminare dal proprio medico di fiducia.

Ciò è ancor più vero in presenza di: patologie gravi o che possano mettere a repentaglio la vita, quale tumori, malattie cardiache, traumatismi, ferite ed emergenze mediche o chirurgiche; condizioni nuove, insolite o sconosciute, in particolare se accompagnate da una modifica dei parametri vitali fondamentali (temperatura, pressione, battito, ritmo respiratorio, ecc.). Il naturopata in questi casi può soltanto supportare il lavoro del medico aiutando l’individuo a ritrovare un equilibrio (disintossicazione, abitudini e stile di vita salutare).

Dott.ssa Letizia Bernardi, naturopata