Sabato, 14 Dicembre 2019

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INULINA DAI VEGETALI

La fitoterapia utilizza la radice della Cicoria come fonte di inulina, presente anche nella radice del tarasacco, nella bardana, nel topinambur e in molti altri vegetali (cipolle, aglio, carciofi, banane, porri, asparagi, segale e frumento). L'Inulina, indigeribile per l’uomo, ha però il vantaggio di costituire una fibra che, con l'aggiunta di acqua, funge da massa, idonea a stimolare la peristalsi fisiologica. Ed è per questo indicata nella prevenzione e cura della stitichezza cronica, nel colon irritabile, nel meteorismo, nella formazione di gas intestinali (flautulenza) e nella diverticolosi.
Una volta introdotta nel corpo umano con gli alimenti, non si idrolizza, non viene quindi degradata nè assorbita, raggiunge il colon e si comporta come una fibra solubile costituita da catene lunghe di fruttosio. È utilizzabile quindi come integratore di fibre perché è utile allo scopo di prolungare il senso di sazietà anche durante diete contrastanti la sindrome metabolica. Favorisce la digestione e combatte i gas intestinali.
È stato ampiamente dimostrato che l'inulina è l'unica fibra alimentare che riesce a ripristinare la normale flora batterica intestinale, spesso evidenziata dalla stipsi, da un colon irritabile, da diarree aspecifiche, da intolleranze alimentari, da diarree infettive, dall’uso di chemioterapici ecc. I prebiotici (come l'inulina ed i FOS -Frutto-OligoSaccaridi) sono carboidrati che agiscono anche da terreno di crescita per la flora intestinale ''buona'', in grado di modulare la composizione della microflora e migliorare le performances intestinali. L'inulina quindi favorisce il riequilibrio della flora intestinale, potenziandone l'attività e migliorandone il metabolismo, incrementa la crescita dei bifidobatteri benefici, riducendo al tempo stesso quella dei batteri patogeni quale salmonelle e clostridi.

topinambur e cicoria. Una volta ingerita, l’inulina è scarsamente degradata dagli enzimi del tratto gastrointestinale e giunge pressoché immodificata nel colon, dove i bifidobatteri la utilizzano come alimento. Ciò comporta un notevole incremento della massa microbica positiva (i bifidobatteri aumentano di 10 volte), la riduzione di quella aggressiva, un miglioramento delle condizioni ecologiche del colon e un intestino meno pigro. I fermenti lattici che si nutrono di inulina producono sostanze (ac.acetico, ac.propionico, ac.butirrico) che hanno effetti positivi sul fegato, concorrono a mantenere bassi i livelli di zuccheri e di grassi nel sangue riducendo la formazione di sostanze cancerogene. L’inulina, peraltro, non interferisce col normale assorbimento intestinale di magnesio, zinco e calcio. Nel caso del calcio, l’assorbimento sarebbe addirittura aumentato grazie all’ambiente acido prodotto dai batteri.