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QUALI SONO I “METALLI PESANTI”

 

Si definiscono metalli pesanti quei metalli che hanno un numero atomico superiore a quello del ferro (55) con una densità molto elevata e che sono causa d’inquinamento e di tossicità negli organismi biologici. Questi sono essenziali per mantenere un corretto metabolismo, tuttavia alcuni di questi, come il mercurio, l’arsenico, l’alluminio, il cadmio, il piombo, se sono presenti in alte concentrazioni sono tossici. Nell’uomo sono coinvolti nell’innesco delle mutazioni genetiche, sia per il cancro, ma anche per le malattie epigenetiche. Un’altra caratteristica dei metalli pesanti è quella di riuscire a bloccare l’attività di molti complessi enzimatici con conseguenti danni metabolici ed energetici.

L’accumulo di un elemento chimico nell’organismo può avvenire per diverse ragioni tra cui:

- deficit enzimatici individuali: sono note le malattie da sovraccarico di ferro (emocromatosi) o di rame (Morbo di Wilson);

- un eccessivo e costante apporto giornaliero, derivante dagli alimenti o dall’ambiente, spesso come contaminanti nei processi di coltivazione o di produzione;

- la carenza nella dieta di sostanze di antiossidanti o di altri microelementi in grado di competere con quell’elemento chimico: ad esempio una carenza di zinco facilita l’accumulo di piombo;

- la ridotta funzionalità degli organi emuntori, soprattutto dei reni;

- la ridotta efficienza metabolica delle cellule, in seguito a squilibri della tiroide o delle ghiandole surrenali.


COME SI EFFETTUA LA CHELAZIONE CLASSICA

 

La procedura standard per la rimozione dei metalli pesanti del corpo è nota come ”chelazione”. La chelazione classica, viene somministrata da un medico per infusione venosa lenta utilizzando un agente chelante – solitamente acido dimercaptosuccinico (DMSA) oppure acido etilendiaminotetraacetico (EDTA).

Questo trattamento è utilizzato per “chelare” e cioè per “afferrare”, come con le chele di un granchio, i metalli tossici per l’organismo e per portarli, attraverso la via renale, fuori dall’organismo. 

Questo procedimento di solito viene effettuato almeno 1 volta a settimana, con dosaggi variabili in rapporto alle caratteristiche delle patologia e della funzionalità del rene del soggetto, in quanto il materiale chelato (EDTA stesso + i metalli legati all’EDTA) viene eliminato per il 95-98% attraverso il rene.

L’EDTA è una sostanza abbastanza simile all’aceto, che non viene assimilata, ma viene completamente eliminata dall’organismo, agganciando e portando fuori le sostanze tossiche chelate. Ma non è selettiva, nel senso che si lega a tutti i metalli e gli oligoelementi presenti nel sangue.

La terapia chelante richiede quindi un’efficiente funzionalità renale. E’ inoltre controindicata nei casi di grave insufficienza renale, ed anche di quella epatica, in coloro che hanno mutazioni genetiche che determinano intolleranza ai solfiti, o anche mutazioni che inceppano la funzionalità mitocondriale, ed in generale negli organismi già troppo debilitati.

Inoltre può provocare, insieme all’eliminazione dei metalli tossici, anche una perdita di minerali essenziali ed è quindi necessario assumere, durante la terapia chelante, determinati integratori alimentari.

Attualmente la Terapia Chelante è effettuata anche in Italia soprattutto nei casi di intossicazione da metalli tossici (mercurio, arsenico, piombo, ecc.), rilevabili attraverso il mineralogramma.

 

Un’altra sostanza, spesso associata ai chelanti chimici, è il Glutatione (L-Glutatione), un potente antiossidante che di solito è prodotto dal nostro organismo, che è presente in tutte le cellule degli esseri viventi, ed ha la principale funzione di fungere da “donatore di elettroni” (negativi) nella reazione catalizzata dalla Glutatione Perossidasi. Attraverso il processo di coniugazione diretta, il glutatione detossifica l’organismo da molti xenobiotici. Cioè di tutte le sostanze chimiche che sono estranee al sistema biologico.

 

Altre sostanze chimiche, spesso utilizzate per la chelazione, sono: la vitamina C., la N-acetil-cisteina, o l’acido alfa-lipoico. Possono essere presenti polimorfismi che impediscono però di processare adeguatamente queste sostanze.

 

 

LE VIE “NATURALI” PER LA CHELAZIONE

 

Le vie “naturali” per agevolare l’eliminazione dei metalli tossici, impropriamente accumulatisi nell’organismo, si avvalgono prevalentemente del meccanismo del glutatione. Ed è proprio quando questo meccanismo è inceppato (ad esempio per la delezione del gene GSTP) che si determina l’accumulo di metalli tossici. La delezione o la mutazione genetica della maggior parte della regione codificante i geni preposti alla detossificazione, come ad esempio le glutatione S-transferasi, determina una perdita di funzionalità degli enzimi che provvedono ad eliminare i metalli tossici dall’organismo, ed impedisce che si realizzi il meccanismo di eliminazione. Ancora più interessanti sono le mutazioni a carico dei mitocondri che impediscono una corretta detossificazione.

 

 

 AGLIO

 

L’aglio è un immunostimolante e contiene molto zolfo, compresi i gruppi di maggior valore Sulph-hydryl, che ossidano mercurio, cadmio e piombo e rendono questi metalli solubili in acqua. L’aglio contiene anche il selenio bioattivo, il minerale che protegge dalla tossicità del mercurio. Il selenio contenuto nell’aglio è la migliore forma di selenio disponibile. L’aglio crudo, ovviamente, sarebbe il migliore. Lo zolfo che si trova nell’aglio è in grado di ossidare i metalli pesanti ed è anche un potente antimicrobico e antimicotico, e questo lo rende lo efficace anche contro la Candida albicans e i parassiti. Tuttavia in presenza di intolleranza ai solfiti anche con l’aglio, la cipolla o altre sostanze naturali come le crucifere, bisogna andare cauti. L’aglio inoltre inattiva l’efficacia del coriandolo.

 

 

AVOCADO

 

Il frutto dell’avocado è un alimento che rifornisce di glutatione il nostro organismo. È assolutamente diverso da un integratore perché il glutatione e le vitamine e i minerali presenti in un frutto sono “riconosciuti” e assimilati dal nostro organismo molto più rapidamente, sono “biodisponibili”.

Ma l’avocado va associato ad altri alimenti contenenti selenio. Il selenio è essenziale per il normale funzionamento del sistema immunitario e della ghiandola tiroidea. Gli alimenti vegetali sono le principali fonti di selenio, ma anche le alici, l’anatra, la pancetta, ecc.

 

CURCUMA

 

Questa pianta, ampiamente utilizzata come spezia nel sud est asiatico, è ormai entrata anche nei supermercati italiani. Le sue proprietà detossicanti sono note da secoli. La curcuma è stata definita dalla medicina ayurvedica la regina delle spezie: aiuta a ripulire il fegato, purifica il sangue e promuove una buona digestione. Ha grandi proprietà anti-infiammatorie, ma nessuno degli spiacevoli effetti collaterali dei farmaci anti-infiammatori. È utilissima in tutti i disordini gastrointestinali e la nausea.

La curcuma stimola la produzione degli enzimi-aril-idrocarburo-idrossilasi, glutatione-S-transferasi, e UDP-glucuronil-transferasi. Questi abbattono le sostanze potenzialmente nocive nel fegato. La curcuma offre una protezione anche alle persone che stanno assumendo farmaci chemioterapici, che sono metabolizzati da o attraverso il fegato. 

Recenti studi scientifici hanno confermato che miscelare curcuma e pepe nero all’olio EVO aumenta in le proprietà della curcuma.

 

 

CORIANDOLO

 

Il Coriandolo (prezzemolo cinese) è una delle spezie più antiche. Il Coriandolo è coltivato per i suoi semi che, una volta ben essiccati, sono utilizzati per alcune pietanze e bevande. Le foglie profumate della pianta hanno ben poche proprietà: l’efficacia del coriandolo è proprio nei semi. I potenti agenti antiossidanti del coriandolo proteggono il fegato e stimolano la sua naturale capacità di rigenerarsi. Essendo la sua azione di rimozione molto efficace, le tossine che il sistema epatico e renale non riescono a espellere possono però intasare il sistema linfatico. Questo processo viene definito di re-intossicazione. Anche con le erbe bisogna adottare cautela. Questo processo di re-intossicazione però può essere facilmente evitato con l’assunzione contemporanea di un agente chelante che possa assorbire le tossine nel tratto intestinale: la Zeolite, un minerale vulcanico, o alimenti funzionali come l’alga Klamat, un’alga spontanea dell’omonimo lago, incontaminato. O anche la clorella o la spirulina. Il coriandolo induce la colecisti ad espellere la bile riversandola nell’ intestino tenue. Se però non si assume il secondo agente – come la zeolite o la klamat – la maggior parte delle tossine può essere riassorbita dal sistema nervoso enterico che si trova nell’intestino.

È una spezia efficace anche nel trattamento del gonfiore di stomaco, dei disturbi digestivi, della flatulenza e dei disturbi gastrici crampiformi. Consumando quotidianamente il coriandolo si evidenzia un netto miglioramento dei sintomi addominali imputabili alla sindrome del colon irritabile. Riduce il colesterolo LDL e aumenta il colesterolo HDL. E’ considerata una spezia rilassante muscolare, quindi allevia anche l’ansia e induce il buon sonno. Anche l’olio essenziale di coriandolo, in associazione con altri nutrienti, potrebbe essere impiegato per combattere e prevenire l’infezione da Candida Albicans.

L’unico limite dei chelanti naturali è rappresentato dalla costanza nel tempo, la loro assunzione deve infatti essere continuativa e protratta per mesi

 

ZEOLITE

 

 Le zeoliti sono minerali microporosi di origine vulcanica. Chimicamente sono alluminosilicati, idrati  di metalli alcalini ed alcalino-terrosi. Il nome “zeolite” deriva dalle parole greche “zeo” = “bollire” e “lithos” = “pietra”, pertanto significa "pietra che bolle" e questo nome le deriva dal fatto che, quando viene scaldata, libera acqua senza modificare la struttura dell’alluminosilicato e sembra che bolla. Poichè la zeolite non viene assorbita dall’apparato gatro-intestinale, essa viene espulsa con le feci insieme a tutte le sostanze nocive che ha incontrato nel suo percorso. Esistono più di 100 tipi diversi di zeolite, che possono essere raggruppate in quelle a struttura fibrosa, lamellare e cristallina sferica.  Questo vale anche per le sostanze tossiche che si trovano già all’interno del corpo che vengono richiamate dentro il lume intestinale, come attirate da una calamita, con il risultato di una efficace disintossicazione sistemica.

L’influenza sull’intero organismo deriva quindi dall’ equilibrio esistente fra questo e l’intestino.

A causa degli equilibri osmotici tra la parete intestinale e il resto dell’organismo, più si sottraggono sostanze dall’intestino più l’organismo invia nel lume intestinale le stesse sostanze che ha accumulato a livello sistemico. La zeolite, quindi, richiamata nel lume gastro-intestinale, sottrae all’intero organismo sostanze tossiche di varia natura. Questo minerale, nel suo viaggio lungo il canale digestivo assorbe metalli pesanti, sostanze chimiche come additivi e conservanti  nascosti nei cibi e nelle medicine, scarti virali, batteri, funghi, tossine fermentative prodotte dalla digestione. Inoltre la zeolite rilascia nell’organismo degli oligoelementi e minerali importanti. Infatti la sua struttura cristallina contiene cationi quali  calcio, magnesio, sodio, potassio ed altri oltre a molecole di acqua. Il corpo in questo modo, mentre si disintossica, si rimineralizza e si basifica.  La zeolite è anche in grado di ridurre i radicali liberi in eccesso, lo stress ossidativo, responsabile dell’insorgenza o dell’aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce.

 

 

ALGA KLAMAT

 

Le alghe Klamath (anche microalghe del lago Klamath oAphanizomenon flos aquae) sono alghe commestibili di colore verde-azzurro che crescono nel lago Upper Klamath, nell’Oregon (USA). I professori S. Ichimaru e N. Ogino sostengono l’efficacia delle microalghe nell’eliminazione del cadmio, piombo e mercurio accumulato. I chelanti naturali offrono numerosi vantaggi rispetto a quelli sintetici, perché risultano perfettamente tollerabili dall’organismo, non producono effetti collaterali e non danneggiano gli organi con i quali entrano in contatto. La Klamath e la Spirulina non sono alghe marine, ma vivono in acque dolci e appartengono ad una forma molto primordiale dei batteri, i "ciano-batteri" che, a differenza dei batteri che siamo soliti a conoscere noi, possono sintetizzare le sostanze organiche utilizzando l'energia della luce, come fanno le piante. Sono alghe molto ricche di diverse sostanze nutritive, vitaminiche e minerali. Ma mentre la Klamath cresce spontaneamente in acque dolci e accumula molto meno iodio e sodio delle altre specie di alghe, è anche più ricca di altri minerali. La Klamath quindi è superiore alla Spirulina (coltivata) sia nel contenuto che nella completezza delle sostanze nutritive e essenziali, comprese le proteine e le vitamine e le altre sostanze utili.

Queste "micro-alghe" stimolano anche il sistema immunitario, e se per qualcuno è un vantaggio, per chi ha già un Sistema Immunitario iperattivo può rappresentare un problema.

 

 

CHLORELLA

 

Anche la Chlorella è un’alga dei paesi tropicali, attualmente conosciuta per le sue attività disintossicanti sui metalli tossici. La Chlorella ha una forte azione disintossicante e inoltre contribuisce a ricreare una sana flora batterica e cede all'organismo preziosi sali minerali, oligoelementi, aminoacidi essenziali, acidi grassi polinsaturi. Questo la rende perfetta per affiancare il coriandolo in una cura disintossicante. Unico limite è che la Cholerella non è un’alga spontanea ma coltivata artificialmente in grandi vasche aperte, quindi può contenere anche fertilizzanti o altro. È comunque un’alga nota per le sue proprietà nutrizionali perché contiene più proteine della soia e 55 volte quelle del riso, fornendo 9 amminoacidi essenziali e molteplici vitamine e minerali (vitamina A, tutto il gruppo B ed E).

 

 

SPIRULINA

La Spirulina è una microalga blu-verde appartenente alla famiglia delle Cianophyceae (Divisione Cyanophyta; divisione di alghe unicellulari il cui colore glauco o bluastro è dovuto alla presenza di due pigmenti, la clorofilla e la ficocianina). Quest’alga è ritenuta l’alimento vegetale migliore, poiché ricco di proteine, amminoacidi, vitamine, acidi grassi essenziali, carboidrati di facile assunzione ed antiossidanti.

Ha il 60-70% delle proteine complete, che significa che ha tutti gli 8 amminoacidi essenziali (questo significa che devono essere assunti perché il corpo umano non è in grado di sintetizzarli) e 10 non essenziali che sostengono la buona salute. La Spirulina Platensis è ricca di vitamine e microelementi; contiene acido Linoleico che regola il metabolismo dei grassi nel corpo, in particolare il metabolismo del colesterolo e dei trigliceridi. Inoltre è ricca di vitamina B 12, in quantità quattro volte superiore a quella presente nel fegato di vitello. Contiene acidi grassi insaturi e clorofilla. Nella medicina cinese è stata una delle prime sostanze usate per curare oltre che per una funzione profilattica. Già gli Aztechi la consideravano un nutrimento base e un elemento della loro forza.  Numerosi sono i benefici di quest’alga: sviluppa un’attività antimicrobica ed antibatterica, grazie ai sulfolipidi che si trovano nella parete cellulare. Inoltre essa migliora il rendimento psico-fisico, rafforza il sistema immunitario ed è indicata nella dieta di vegetariani e di vegani, poiché contiene vitamina B12. Anche la Spirulina aiuta l’organismo ad eliminare i metalli pesanti. La sua efficacia è data dalla capacità di integrare sostanze vitali che mancano nel corpo umano, inoltre aiuta il metabolismo, incrementa la reattività del sistema immunitario (immuno-modulante), stimola la flora batterica intestinale, aiuta l’eliminazione dei residui del metabolismo, ha un effetto regolante sulla concentrazione degli zuccheri nel sangue, può avere un effetto sui processi infiammatori cronici, può regolare il livello del colesterolo, aumenta la resistenza contro agenti infettivi e fornisce più forza fisica e mentale. Ovviamente, essendo ricca di proteine, è controindicata in chi ha problemi renali.

La Spirulina inoltre è anche ricca di iodio, e talvolta viene usata come un'alternativa alle cure ormonali convenzionali nell'ipotiroidismo. Dunque, andrebbe considerata più come un farmaco, che non un integratore naturale, al pari degli ormoni tiroidei e dello iodio: bisognerebbe concordarne l'assunzione con il medico e controllare periodicamente gli ormoni tiroidei. Per questa sua proprietà, la spirulina potrebbe, in linea teorica, provocare le alterazioni della ghiandola tiroidea coi rispettivi sintomi somatici e psichici. Questo fenomeno è più noto con le alghe marine che sono ricche di iodio, ma anche la spirulina ne contiene. Cresce nelle acque dolci, ma comunque molto saline, nelle quali comunque accumula iodio e sodio. Oggi poi la Spirulina viene anche coltivata in modo "industriale" nei lagni artificiali del Mexico e in Cina, senza regole che vietino l’uso di fertilizzanti che possono risultare presenti.

 

 

OMEGA3

 

Gli Omega-3 costituiscono letteralmente il carburante del nostro cervello, contribuendo a mantenere efficienti le sue funzioni principali. Il nostro organo più importante dipende fortemente dall’ acido eicosapentaenoico (EPA) e dall’ acido docosaesaenoico (DHA), due acidi grassi della famiglia degli Omega-3, che il nostro corpo non può creare autonomamente. L’unico modo per ottenere tali acidi è soltanto attraverso l’ alimentazione.

 

Il DHA è l’acido grasso più importante per assicurare una struttura e un sano sviluppo del cervello, quindi è fondamentale che ci sia abbastanza DHA nella dieta sia durante la gravidanza che nei primi anni di vita di un bambino. Ma anche l’’EPA è essenziale per un sano funzionamento quotidiano del cervello.

I complessi di acidi grassi EPA e DHA presenti nell’olio di pesce rendono i globuli rossi e bianchi più flessibili, migliorando la microcircolazione nel cervello, nel cuore e in altri tessuti. Le funzioni di disintossicazione dipendono da un apporto adeguato di ossigeno che assicuri un corretto il flusso sanguigno.

Ovviamente il pesce è l’alimento per eccellenza perché contiene gli acidi eicosapentaenoici (EPA) e gli acidi docosaenoici (DHA). Il nostro organismo converte in parte gli EPA e i DHA in ALA, perciò questi acidi che si trovano nel pesce sono considerati benefici quanto l’acido alfa linolenico. Il sushi è l’alimento perfetto per assimilare tali acidi, ma il pesce crudo deve sempre prevedere il procedimento dell’abbattitura per evitare pericoli per la salute. Il salmone selvaggio affumicato o cotto al vapore è altrettanto salutare e ancora più semplice da preparare.  

Il pesce, l’olio di lino, le alghe klamat e gli integratori di Omega-3 sono il modo migliore per mantenere il corpo ben fornito con EPA e DHA. Tra gli alimenti più ricchi di Omega 3 figurano anche insalata fresca, spinaci crudi, cavolfiore e cavolini di Bruxelles.

 

Quando si sceglie un integratore di Omega-3, è necessario assicurarsi che sia molecolarmente distillato e che contenga alte percentuali sia di DHA che di EPA, ma soprattutto di DHA. La distillazione molecolare è un processo speciale che rimuove tutte le tossine da petrolio (compreso il mercurio), garantendo una adeguata protezione per il consumo umano.

 

 

COMPLESSI A BASE DI SILICIO ORGANICO

 

Esistono oggi in commercio dei supplementi a base di silicio organico che si rilevano capaci di rimuovere le sostanze tossiche dal corpo. Si trovano facilmente in farmacia, senza ricetta.

Uno di questi prodotti è stato realizzato dagli scienziati Russi, che l’hanno utilizzato principalmente nell’esercito per disintossicare dalle radiazioni.

Non è però un prodotto consigliato ai bambini al di sotto dei va 5 anni e anche dopo va proposto non più di ½ cucchiaino al giorno.

Per gli adulti invece la dose giornaliera di questo prodotto a base di silicio organico può arrivare ad un cucchiaino, preso almeno 2 ore prima o 2 ore dopo da pasti e farmaci.

Con un’avvertenza: quando si assumono farmaci “a lungo assorbimento”, è consigliabile mantenere una distanza di almeno 10 ore dall’assunzione di un qualsiasi chelante. Altrimenti non verranno assorbiti.

 

Anche gli oli essenziali sono ottimi chelanti naturali, capaci di detossificare in profondità.

 

Un rimedio CONTRO L'ACCUMULO di metalli pesanti

Preparare un mix con:

            25 ml di Olio Base di Calophylla

            30 gocce di Olio Essenziale di Arancio amaro

            20 gocce di Olio Essenziale di Pompelmo

            10 gocce di Olio Essenziale di Maggiorana

            5 gocce di Olio Essenziale di Carota

Miscelare e lasciar riposare 24 ore.

Frizionare sulle piante dei piedi, tutte le sere per un mese, poche gocce della miscela di oli aromatici.