Cicorie di campo

Le cicorie che crescono spontaneamente nei nostri campi, utilizzabili in cucina sono numerose. Prima fra tutte la cicoria di campo (Cichorium intybus), quella giovane e tenera, poi il crespigno o lattuga pungente o cicerbita (Sonchus oleraceus), il caccialepre (Reichardia Picroides), la cresta di gallo, il tarassaco (dente di leone o pisciacane), la pimpinella (salvastrella o meloncello), i raponzoli, l’orecchio d’asino (o coste d’asino), i ramolacci (ravanello selvatico, rapastrello), l’orecchio di lepre (o lingua di cane), la cipiccia (radicchiello o erba bussola), la valerianella (dolcetta o lattughella, o gallinella), la rughetta selvatica, la pepolina (santoreggia o erba acciuga), la saporitella (ombrellini pugliesi), gli strigoli, la pimpinella, il sugamele, la papala (pianta di papavero, che è sconsigliato proporre ai nostri bambini), ecc.


Cicoria di campo (Cichorium intybus)

Si distingue dalla comune cicoria per la maggiore intensità del suo sapore, amaro compreso. È forse la più nota di tutte le erbe spontanee e in tutte le regioni italiane è presente in varie ricette. La tradizione popolare le riconosceva capacità contro la febbre, contro l’anemia e come depurativo. E’ nota anche per contribuire al benessere di fegato e reni. La si può consumare cruda, tagliata in strisce sottili, oppure cotta.


Crespigno o Crespigna (Sonchus Oleraceus)

Il suo sapore dolciastro attenua il tono amarognolo delle altre cicorie. Ha proprietà diuretiche, ipoglicemizzanti, digestive, lassative, depurative.


Caccialepre (Reichardia Picroides)

La più ricercata delle erbe selvatiche deve il suo nome alla tradizione popolare della caccia.
E’ un’erba diuretica, rinfrescante, depurativa, analgesica, antiscorbutica.
Le foglie fresche tritate, applicate sulla parte dolorante alleviano il mal di denti, mal di testa e mialgie.


Raponzoli (Campanula rapunculus)

Grazie ai suoi principi attivi, quali i sali minerali, la vitamina C e le proteine, il raponzolo vanta proprietà antisettiche, astringenti, e rinfrescanti. In particolare di questa pianta si usano le lunghe radici (foto sotto).

Radici Raponzoli

Pimpinella (Sanguisorba Minor)

I medici del ‘500 la conoscevano come erba medicinale, dalle proprietà astringenti ed emostatiche.


Cicoria selvatica o Tarassaco (taraxacum officinalis)

E’ comunemente conosciuta anche come dente di leone o soffione; dei nomi comuni del tarassaco è anche noto piscialetto (nel nord Italia pìsacàn) al centro pisciacane, poiché ai bambini viene di solito raccontato che chi lo raccoglie e se ne nutre la notte bagnerà il letto, probabilmente per le sue proprietà diuretiche.


Costole d’asino (Hypochoeris radicata)

Proprietà: depurative, colagoghe, emollienti, digestive, amaricanti, toniche. In medicina popolare era utilizzata in particolare come antidiabetico (P. M. Guarrera). Naturalmente le foglie delle costole d’asino diventano assai più amare e insipide una volta iniziata la fioritura.


Lampascione

I suoi costituenti sono amido, cellulosa, zuccheri, sali minerali, vitamine.
E’ ricco di sostanze capaci di diminuire i grassi del sangue e di prevenire la formazione di trombi. Ha proprietà lassative e diuretiche. Ha un basso valore calorico, ma buon contenuto di calcio. Controindicato per chi soffre di stomaco (ulcera).
Il lampascione è conosciuto con il suo nome pugliese probabilmente perché viene raccolto e mangiato prevalentemente in questa regione.

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