Alimentazione enzimatica

Vivo, crudo e colorato. Alimentazione enzimatica

Uno degli alimenti insostituibili nella nostra dieta deve essere l’avocado, noto per le sue fantastiche proprietà di aiuto nella produzione di glutatione. E soprattutto quello che conta è l’associazione di questo semplice nutriente con alimenti contenenti selenio: senape, baccalà, uova, coregone, semi di girasole, seppia, polipo, interiora di tacchino, salmone selvaggio, alici, caviale, zenzero, calamari, ecc.

Per assicurarci ogni giorno la nostra riserva di enzimi è importante iniziare ogni pasto con verdura cruda, viva e colorata. Questo insegna gradualmente all’organismo la tolleranza verso quel nutriente, quindi modula continuamente il sistema immunitario. Anche per contrastare le allergie. Incontrare frequentemente e prima del pasto frutta e verdura (altamente panallargeni, quindi in grado di sollecitare in tutti i modi possibili il sistema immunitario), è uno dei modi migliori per ‘desensibilizzarlo’. Il numero e il tipo di antigeni che incontriamo sulla frutta e sulla verdura è infatti elevatissimo e consente alle nostre difese di ‘allenarsi’ e non trovarsi impreparate quando poi incontreranno gli stessi agenti in altre situazioni (nell’aria, in altri alimenti, in natura).

Per questo la Bioterapia Nutrizionale insegna anzitutto che l’alimento deve essere “VIVO”.  Il problema è che spesso invece noi mangiamo del cibo “morto”, cioè che ha subito processi di lavorazione, che è stato a lungo nelle celle frigo, che è stato arricchito di inibitori enzimatici – i conservanti e gli additivi- tutti fattori che depauperano continuamente il rifornimento enzimatico del nostro corpo. Gli enzimi sono sostanze vive e quindi si deteriorano velocemente nei cibi non freschi… Così come si riducono vitamine e minerali.

Un sistema domestico per avere sempre a portata di mano enzimi freschi è quello di procurarsi un germogliatore e coltivare in casa il concentrato della natura: i germogli.

Ne esistono di diversi tipi e con funzioni diverse clinicamente dimostrate. I più conosciuti sono i germogli di soia. Attualmente sono in voga i germogli di broccolo per le loro riconosciute proprietà antitumorali, come già anticipava decenni fa il Valnet. Ma è inutile acquistarne di già pronti… Un altro sistema per avere sempre a disposizione cibo “vivo” è quello di utilizzare i fermentati di soia o di verdura. La fermentazione arricchisce la verdura di probiotici e ne lascia intatte le proprietà nutrizionali.

Anche un buon succo di frutta e verdura fresca, meglio se estratta con l’estrattore, che non deteriora le proprietà dei vegetali, contribuisce a rifornire l’organismo di un ottimo carico di enzimi. Anche su questo la Bioterapia Nutrizionale insegna le associazioni mirate, adatte ai bisogni enzimatici di ogni singola persona.

Frutta e verdura cruda e soprattutto germogli, se sono a chilometri zero, contengono minerali quali Manganese, Zinco e Rame che esercitano un’azione di stimolo sulle difese immunitarie. Se fanno invece un lungo giro, nelle diverse celle frigo, quello che noi ingeriamo è poco più che fieno…..

Infine e non di minore importanza, la Bioterapia Nutrizionale raccomanda di semplificare la dieta, dando informazioni precise all’organismo, giacchè il consumo quotidiano di cibi complessi richiederebbe un processo digestivo più lungo e laborioso, che consumerebbe da solo la maggior parte della già scarsa riserva di enzimi. Ogni pasto deve contenere un numero ridotto di nutrienti semplici, non laboriosi né elaborati. Inoltre la Bioterapia Nutrizionale si fonda non tanto su questo o quel nutriente, ma sull’associazione dei nutrienti che tra loro, sinergicamente, svegliano un metabolismo spesso “dormiente”.

Conoscere esattamente quali sono gli enzimi mancanti consente di evitare quei nutrienti che quel metabolismo proprio non gestisce e di integrare con i nutrienti che sostengono gli enzimi mancanti. Le disfunzioni enzimatiche possono essere tante ed ogni pacchetto di polimorfismi prevede pacchetti di nutrienti e di integratori diversi….

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