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    Estrogeni dagli alimenti

    Cosa sono i fitoestrogeni Negli esseri umani così come negli animali, l’ormone sessuale più importante è l’estrogeno. Non solo perché questo è vitale per lo sviluppo e la salute del sistema riproduttivo femminile, ma anche per alcuni effetti secondari sull’uomo a partire dai tratti fisici che la nostra cultura individua come femminili, come le dimensioni e la forma del seno. Ma non basta. Una eccessiva produzione di estrogeni può causare diversi problemi come la mastopatia fibrocistica e i tumori estrogeno-correlati (mammella, ovaie, endometrio, prostata, ecc.)  Quali sono le cause di una eccessiva produzione endogena di estrogeni Le cause osservabili della sovrapproduzione di estrogeni sono almeno tre. Lo stress, un eccessivo utilizzo di fitoestrogeni e…

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    Utilizzo dei cereali e dei legumi

    Per fornire al nostro organismo i nutrienti indispensabili sarebbe utile che ogni giorno si inserissero nei nostri menù sia i cereali integrali che i legumi. Anche separatamente. Questo modo di alimentarci prevede però un pizzico di programmazione. Se noi arriviamo tardi a casa non possiamo pensare di mettere a bagno i legumi e di utilizzarli per la cena di quella sera, mentre possiamo pensare di mettere a bagno i legumi per il giorno dopo (i ceci richiedono 24 ore di ammollo mentre gli altri legumi ne richiedono soltanto 12). Oppure mentre facciamo colazione dovremmo cercare di ricordarci di metterli a bagno per la sera. Dovremo soltanto ricordarci durante il giorno…

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    Zenzero “toccasana”

    Gli usi della radice di zenzero per scopi alimentari e terapeutici sono davvero moltissimi. È una radice che non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole. La biodisponibilità dei suoi nutrienti, come quella di altre preziosissime erbe (es.: la curcuma o il rosmarino), ha dimostrato di avere proprietà riparative dei danni che noi spesso produciamo in vita al nostro DNA, danni dovuti all’infiammazione e allo stress (fisico, psichico, chimico-ambientale), che sono definiti danni epigenetici perché sono in grado di rompere la cromatina del DNA creando modificazioni al funzionamento di molti geni. Lo zenzero è composto per il 78% circa da acqua, dall’ 87% da carboidrati, dal 9% di proteine, 1,6% di…

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    Cicorie di campo

    Le cicorie che crescono spontaneamente nei nostri campi, utilizzabili in cucina sono numerose. Prima fra tutte la cicoria di campo (Cichorium intybus), quella giovane e tenera, poi il crespigno o lattuga pungente o cicerbita (Sonchus oleraceus), il caccialepre (Reichardia Picroides), la cresta di gallo, il tarassaco (dente di leone o pisciacane), la pimpinella (salvastrella o meloncello), i raponzoli, l’orecchio d’asino (o coste d’asino), i ramolacci (ravanello selvatico, rapastrello), l’orecchio di lepre (o lingua di cane), la cipiccia (radicchiello o erba bussola), la valerianella (dolcetta o lattughella, o gallinella), la rughetta selvatica, la pepolina (santoreggia o erba acciuga), la saporitella (ombrellini pugliesi), gli strigoli, la pimpinella, il sugamele, la papala (pianta…

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    Natto

    Buona parte degli ingredienti base della cucina giapponese sono prodotti tramite fermentazione: la salsa di soia, il miso, l’aceto di riso, il sake, gli tsukemono, naturalmente il nattō, i cui ideogrammi sono quelli di filo e fagiolo. Già, perchè il nattō, oltre al caratteristico odore che molti trovano disgustoso, ha la particolarità di “filare”. La fermentazione causata da un particolare lievito, il nattō-kin per l’appunto, produce una sostanza filamentosa che si attacca tra fagiolo e fagiolo ed è molto persistente, al punto che a volte diventa problematico mangiarli tanto questi filamenti sono abbondanti, come una fetta di pizza con troppa mozzarella fusa sopra. Il natto, grazie ai suoi lieviti e…

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    Soia fermentata

    Questi sono alcuni prodotti di soia fermentata che – in modiche quantità – fanno bene alla salute: • Natto (tipico cibo giapponese di fagioli di soia, fatta fermentare da alcuni batteri) • Miso (pasta di soia, preparato con riso e soia e lasciato fermentare per parecchi mesi, ma bisogna fare attenzione agli ingredienti nelle intolleranze perché si trova  anche con una base d’orzo) • Tempeh (ottenuto dalla fermentazione dei semi di soia) La salsa di soia (o shoyu, ma nelle intolleranze al glutine è bene scegliere il tamari ed assicurarsi che ci sia la doppia spiga) Le proteine della soia divengono più digeribili se sottoposte ad un processo di fermentazione. E’…

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    Yogurt di cocco

    Yogurt di cocco (o di riso o di miglio): Se si vuole preparare lo yogurt di cocco occorre riscaldare il latte di cocco a fuoco lento girando continuamente fino a portarlo alla temperatura di 42 gradi centigradi, poi vi si sciolgono i fermenti lattici per la preparazione dello yogurt (chiedeteli senza lattosio) e poi bisogna mettere il prodotto a fermentare in vasetti in una yogurtiera una yogurtiera o in un termos per 24 ore. Il risultato sarà un prodotto ricco di probiotici, utilissimo per il benessere dell’ intestino. Di solito i fermenti dello yogurt sono costituiti dal bacillus bulgaricus che non ha niente a che vedere né con il lattosi,…

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    Estrarre il latte dalla noce di cocco

    Procedimento per estrarre il latte dalla noce di cocco. L’ideale sarebbe avere un estrattore perché le caratteristiche dell’estrattore sono che: Funziona a 80 giri per minuto (quindi non distrugge le proprietà degli enzimi presenti nella frutta e nella verdura, non li ossida) Non ha lame che possono surriscaldare le vitamine Separa la parte liquida da quella di scarto (75%-85% contro solamente 15%-25% di scarto) E’ silenzioso e facile da pulire Partendo dalla noce occorre prima estrarre il grosso seme dal guscio, incidendo sui due buchini che sono alla base della noce, quindi bisogna togliere la buccia, tagliarla a dadini molto piccoli e metterla nell’estrattore. Con un estrattore basta versare un…

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    Come preparare il latte di cocco dalle scaglie di cocco disidratate

    Un’altra possibilità è quella di portare l’acqua in ebollizione, versarvi dentro le scaglie di cocco in polvere, spegnere il fuoco e coprire il pentolino. Aspettare un’oretta che si raffreddi il tutto e poi filtrare. Ripetere una seconda volta per un’ulteriore “spremitura”. Dopo questo secondo passaggio le scaglie “spremute” sono formate praticamente da fibra pura e si possono buttare. Quindi con questo latte o con quello ricavato dall’estrattore si procede alla preparazione del kefir o dello yogurt.

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    Kefir di cocco

    Il kefir contiene una comunità di fermenti composta da oltre 20 specie differenti con effetti probiotici confermati da studi scientifici, mentre lo yogurt contiene 2 sole specie. L’utilizzo di questi probiotici fatti in casa, assieme all’assunzione di argilla o zeolite sciolti nell’acqua (il primo mattino al risveglio), possono facilitare la pulizia intestinale e contribuire a ricostituire la corretta flora batterica intestinale. Il latte di cocco lo si può preparare sia: a partire dalla noce di cocco intera, sia a partire dal cocco grattugiato in scaglie disidratate (che si trova in buste da 250 grammi in qualsiasi supermercato o negozio di generi alimentari, ma è meglio sempre cercarlo BIO). Se si…