Appetenze patologiche

Appetenze: esiste il libero arbitrio?

Sembrerebbe fantascienza, ma pare proprio che i batteri che popolano il nostro intestino siano in grado di determinare le nostre appetenze per un cibo piuttosto che per un altro. Regolando così, attraverso la produzione di neurotrasmettitori, anche i nostri stati d’animo. Inoltre, da quello che hanno scoperto gli studiosi, sono proprio loro i direttori d’orchestra che ci guidano verso l’obesità.

In un articolo pubblicato l’8 Agosto 2014 sulla rivista scientifica BioEssays[1], i ricercatori del Dipartimento di Medicina dell’ Emergenza, dell’Università Messicana, e quelli di Albuquerque, degli Stati Uniti d’America, hanno concluso l’analisi di tutta la recente letteratura scientifica sull’argomento inferendo che i microbi intestinali influenzano il comportamento alimentare umano e le nostre scelte alimentari, così da riuscire a procacciarsi i nutrienti specifici per proliferare meglio, piuttosto che vivere passivamente nutrendosi di  qualunque nutriente noi trasmettiamo loro mangiando.

Le diverse specie batteriche variano le sostanze nutritive di cui hanno bisogno. Alcuni preferiscono i carboidrati, una parte proliferano sui grassi, e altri sulle fibre. Sono vie che i batteri intestinali utilizzano per mantenere una nicchia all’interno del loro ecosistema (che si sviluppa all’interno del nostro Sistema Gastro Enterico).

I ricercatori hanno descritto i dettagli nella loro recensione su come i microbi possano influenzare le nostre appetenze. Un esempio specifico è la “voglia di cioccolato”. Gli esseri umani che vivono questo desiderio espellono diversi metaboliti microbici rispetto a coloro che sono “indifferenti al cioccolato.” 

Il Butirrato (un acido grasso a catena corta prodotto in gran parte dal microbiota) influenza l’umore, il comportamento ed ha effetti sul sistema nervoso centrale. 

Nei ratti la produzione di Toxoplasma gondii sopprime la paura dell’odore del gatto. 

Il Campylobacter jejuni aumenta l’ansia nei topi, mentre l’ingestione dei probiotici Lactobacillus casei migliora l’umore e riduce l’ansia.

Mentre non sono ancora del tutto chiari i meccanismi precisi, gli autori hanno inferito già che questa variegata comunità di microbi, noti con il nome di microbiota intestinale, possa influenzare le nostre decisioni attraverso il rilascio di molecole di segnalazione nel nostro intestino. Poiché l’intestino è collegato al Sistema Immunitario, al Sistema Endocrino e al Sistema Nervoso, tali segnali potrebbero influenzare la nostra fisiologia e le nostre scelte comportamentali.

“I batteri all’interno dell’intestino sono dei manipolatori”, ha sostenuto Carlo Maley, PhD, direttore del Centro di UCSF per lo sviluppo e il Cancro.

Fortunatamente, però, si tratta di una strada a doppio senso. Anche noi siamo in grado di influenzare la convivenza di questi microscopici ospiti unicellulari del nostro intestino, modificando deliberatamente ciò che ingeriamo, a loro svantaggio se sono ospiti non graditi. Modificando la dieta.

E i cambiamenti sono osservabili nel microbioma entro 24 ore dal cambiamento di dieta.

“Le nostre diete hanno un enorme impatto sulle popolazioni microbiche nell’intestino,” ha sostenuto Maley. “L’intestino è un ecosistema, ed è in continua evoluzione, osservabile anche  nell’arco di pochi minuti.”

La ricerca spiega almeno tre meccanismi.

1) Un meccanismo è quello di indurre disforia[2] che altera il comportamento alimentare umano: i microbi producono tossine estremamente tossiche quando c’è una bassa concentrazione dei nutrienti utili alla loro replicazione, causando lesioni all’epitelio intestinale e innescando la segnalazione di dolore (è quella che noi in gergo chiamiamo reazione di die off). Si avverte subito la voglia smodata proprio di quel determinato cibo.

2) Un altro meccanismo molto interessante con il quale gli scienziati ipotizzano che i batteri ci “telecomandino” potrebbe essere quello di manipolare l’espressione del recettore del gusto: i microbi influenzerebbero così le preferenze alimentari dell’ospite nel quale vivono.

 3) La ricerca ipotizza anche che i batteri intestinali possano influenzare le nostre decisioni sui consumi alimentari agendo attraverso il nervo vago, che collega 100 milioni di cellule nervose dal tubo digerente alla base del cervello. E questa è un’ipotesi davvero intrigante. I microbi intestinali possono alterare il sistema nervoso dell’ospite: il nervo vago regola il comportamento alimentare e il peso corporeo, ma anche l’umore e i microbi che producono sostanze neurochimiche andrenergiche possono manipolare l’attività del nervo vago. Più della metà della dopamina del corpo e la maggior parte della serotonina provengono dall’ intestino: E. coli, Bacillus cereus, B. mycoides, B. subtilis, Proteus vulgaris, Serratia marcescense, e Staphyloccus aureus hanno dimostrato di produrre dopamina, e B. subtilis è anche in grado di produrre noradrenalina. I batteri che producono acido lattico nello yogurt producono sostanze neurochimiche che attivano gli stessi recettori delle benzodiazepine.

 

“I microbi hanno la capacità di manipolare il comportamento e l’umore alterando i segnali neurali del nervo vago, cambiando recettori del gusto, producendo tossine per farci sentire male, e rilasciando ricompense chimiche per farci sentire bene”, ha detto Aktipis, che è attualmente nel Dipartimento di Psicologia dell’Arizona.

È stato studiato il comportamento nei topi, ed è stato osservato come alcuni ceppi di batteri aumentino il comportamento ansioso. Negli esseri umani, uno studio clinico ha rilevato che bere un probiotico contenente Lactobacillus casei ha migliorato l’umore in coloro che sentivano un calo dell’umore.

Un dato è comunque confortante. La velocità con cui il microbioma può cambiare. Quindi coloro che cercano di migliorare la salute delle persone modificando le loro popolazioni microbiche possono tirare un sospiro di sollievo. Questo si può realizzare attraverso alcune scelte alimentari e proponendo alcuni integratori, ingerendo specifiche specie batteriche in forma di probiotici, o combattendo alcuni patogeni.

Ottimizzare l’equilibrio tra le diverse specie batteriche nel nostro intestino ci potrebbe consentire di condurre una vita più salutare scegliendo di essere meno obesi e più sani.

Anche l’evoluzione dei tumori e delle comunità batteriche sono collegati, ha sottolineato Aktipis, che ha sostenuto anche che alcuni dei batteri che normalmente vivono dentro di noi possono essere la causa del cancro allo stomaco e forse anche di altri tumori.

 

[1] Alcock J1Maley CCAktipis CA, Is eating behavior manipulated by the gastrointestinal microbiota? Evolutionary pressures and potential mechanisms, 2014 Aug 8. Bioessays. 

[2] Disturbo dell’umore affine agli stati di depressione e d’irritazione, nel quale ha una particolare importanza l’orientamento verso tonalità spiacevoli; può essere associata ad ansia, a forte irritabilità e a comportamento impulsivo.

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