Il microbioma dell’intestino umano

 

Il microbioma dell’intestino umano: un potenziale controllore del benessere e della malattia.

L’interesse verso il microbioma umano, in particolare verso  il microbiota intestinale, è fiorito negli ultimi decenni grazie allo screening ed è stato un tentativo per cercare di comprendere le interazioni dinamiche del microbiota commensale che “abita” il nostro corpo con le nostre funzioni organiche. Anche se questo campo è ancora in una fase molto preliminare, per cui le proprietà funzionali del complesso microbioma intestinale rimangono ancora difficili da capire, diversi risultati promettenti sono stati documentati e mostrano un grande potenziale verso la rivoluzione dell’eziologia delle patologie e delle loro possibili cure. Nello studio condotto da Kho ZY e Lal Sk, pubblicato su Frontiers in Microbiology nell’Agosto del 2018[1] gli autori si sono soffermati sulle interazioni tra microbiota intestinale e l’ospite, per cercare di fornire una panoramica del ruolo del microbiota intestinale e dei metaboliti utili a dare protezione all’ospite contro gli invasori patogeni, regolando così le diverse funzioni fisiologiche dell’ospite (il metabolismo, lo sviluppo e l’omeostasi dell’immunità e del sistema nervoso). 

Anzitutto gli studiosi hanno osservato il modo in cui lo squilibrio microbico intestinale (disbiosi) può portare a disfunzioni dei nostri organismi, contribuendo così alla patogenesi e/o alla progressione verso un ampio spettro di malattie . Alcune delle più importanti malattie come l’infezione da  Clostridium difficile  (malattie infettive), la malattia infiammatoria intestinale (malattia immuno-mediata intestinale), la malattia celiaca (disturbo multisistemico autoimmune ), l’obesità (malattia metabolica), il cancro del colon-retto, e i disturbi dello spettro autistico (disturbo neuropsichiatrico), sono stati discussi e delineati insieme a recenti scoperte. 

Gli studi sui diversi microbioma umani, come alcune tecniche di trapianto di microbiota fecale, l’utilizzo di probiotici e prebiotici per contrastare malattie associate, hanno portato alla conclusione che molti disturbi possono  essere migliorati correggendo la disbiosi. 

[1] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30154767

 

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