Microbiota

Menopausa e microbiota vaginale

Associazione tra microbiota vaginale in menopausa e segni di atrofia vulvovaginale.

Il microbiota vaginale aiuta a proteggere il tratto genitale femminile dalle malattie. Uno studio condotto da Brotman e altri, pubblicato nel Maggio 2014 sulla prestigiosa rivista Microbiome[1] ha cercato di descrivere la composizione del microbiota vaginale nelle donne in pre-menopausa, perimenopausale e postmenopausale e di esplorare l’associazione tra il microbiota e l’atrofia vulvovaginale (è una condizione patologica femminile che riguarda circa una donna su due in post-menopausa e i cui sintomi principali sono secchezza vaginale e il dolore durante i rapporti sessuali: vulvodinia).

Sono stati raggruppati sei tipi di comunità batteriche, di cui quattro erano caratterizzati dal Lactobacillus crispatus, Lactobacillus gasseri, Lactobacillus iners o Lactobacillus jensenii, e due avevano invece scarsità di Lactobacillus.

Lo studio ha osservato quindi una diversità di comunità batteriche che sembrerebbero alla base della vulvodinia. Ed ha orientato verso ulteriori studi  per gestire, modulare e ripristinare l’ omeostasi del microbiota vaginale  nelle donne in menopausa per migliorare il trattamento e la prevenzione della vaginite atrofica in menopausa.

Studi successivi[2] hanno indagato quale fosse la flora microbica che faceva la differenza.

FIGURA 1. I livelli di ormoni sessuali femminili influenzano la composizione del microbiota in molti siti del corpo, in particolare in bocca e nell’intestino. È stato dimostrato che il microbiota orale e intestinale influenza molte malattie, come l'osteoporosi, l'aumento di peso e l’accumulo di lipidi, il cancro al seno e la periodontite.

Gli studi hanno scoperto che la composizione del microbiota orale, vaginale e dell’intestino può essere influenzata dai livelli di estrogeni.  La carenza di estrogeni è però una condizione che si verifica naturalmente nelle donne in menopausa e può durare circa 30 anni nella vita di una donna.  Ma la terapia ormonale sostitutiva non è sempre raccomandata o sufficiente per prevenire o trattare i disturbi e le patologie (obesità, patologie autoimmuni come lupus eritematoso sistemico ( Jiang et al., 2005 ), sindrome di Sjogren ( Patel e Shahane, 2014 ) e artrite reumatoide (Oliver e Silman, 2009 ). Differenze di genere tra uomini e donne in menopausa sono state riportate anche per l’esito di infezioni microbiche ( Fischer et al., 2015 ). Un altro collegamento tra il microbioma intestinale e la salute in menopausa è correlato all’omeostasi dell’osso.  Circa una donna su due di età superiore ai 50 anni si rompe un osso a causa dell’osteoporosi.  Infine, e non secondario, l’accumulo di grasso addominale nelle donne in postmenopausa sembra essere un fattore critico nello sviluppo della resistenza all’insulina e dell’innesco del diabete di tipo 2 ( Lobo et al., 2014).

Il microbiota intestinale può metabolizzare composti simili agli estrogeni come gli isoflavonoidi, che si trovano negli alimenti a base di soia, e promuovere la crescita di alcuni batteri specifici ( Frankenfeld et al., 2014 ; Chen e Madak-Erdogan, 2016 ; Miller et al., 2017 ). Infatti, è stato dimostrato che la somministrazione di isoflavoni di soia alle donne in postmenopausa aumenta la concentrazione di Bifidobacterium e sopprime le Clostridiaceae, che sono note per essere coinvolte in malattie infiammatorie ( Frankenfeld et al., 2014 ; Nakatsu et al., 2014)). Questa soppressione di Clostridiaceae, una famiglia di Clostridia associata all’obesità (Figura 1 ), probabilmente spiega perché le diete contenenti fitoestrogeni hanno dimostrato di migliorare l’aumento di peso nelle donne in menopausa.

Quindi  gli studi si  stanno concentrando sull’uso dei probiotici e prebiotici come opzione alternativa per la prevenzione o il trattamento di questi disturbi. Comprendere il ruolo del microbiota nella salute delle donne nella fase della menopausa potrebbe aiutare a migliorare le strategie per la modulazione del microbiota e prevenire la disfunzione. I probiotici orali e intestinali sono stati ampiamente studiati nelle donne in età riproduttiva, mentre il periodo menopausale è stato in qualche modo trascurato. L’uso della sostituzione ormonale non è indicato per tutte le donne in menopausa e, considerando che i probiotici e i prebiotici possono influenzare la disfunzione di tessuto osseo, adiposo, orale e di altro tipo, tali trattamenti possono invece costituire un’importante strategia preventiva. Pro e prebiotici possono anche essere utilizzati in concomitanza con la terapia ormonale della menopausa e possono attenuare gli effetti collaterali che possono derivare dalla sostituzione ormonale. 


[1] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30358729

[2]https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmicb.2017.01884/full