COVID-19-Il trapianto di Cellule staminali mesenchimali migliora l’esito dei pazienti con polmonite

Un nuovo coronavirus (HCoV-19) ha causato la pandemia da coronavirus (COVID-19) a Wuhan, in Cina. E poi ha dilagato in tutto il mondo. Le strategie adottate sulle persone che, infettate dal virus, hanno sviluppato sintomi differenti, dai meno ai più gravi, hanno cercato di utilizzare terapie antivirali, idrossiclorochina, anticorpi neutralizzanti, farmaci utilizzati per altri virus e infusione di siero di pazienti in convalescenza da coronavirus. 

Il coronavirus SARS-CoV-2 è grande quanto un millesimo di un capello umano (tra i 50 e i 150 nanometri). Il nucleo del SARS-CoV-2 contiene l’RNA virale protetto da speciali proteine (nucleocapsidi). Il guscio che circonda il nucleo del virus è costituito da una membrana mutuata dall’organismo ospite e da proteine codificate dal virus stesso.

Quello che è stato rilevato attraverso lo studio microscopico di questo nuovo virus è che il virus ha una predilezione per quelle cellule che hanno sulla loro superficie una molecola detta recettore ACE2. Gli alveoli polmonari sono ricchi di questa molecola ed è per questo che il virus li attacca in via prioritaria. Per tale ragione sono in via sperimentale farmaci che vadano a bloccare questa molecola. E quando ciò avviene si determina una tempesta di citochine (molecole infiammatorie) che può portare i pazienti a dover far ricorso alla terapia intensiva, spesso con esiti fatali.

Prevenire e invertire la tempesta di citochine potrebbe essere la chiave per salvare i pazienti con grave polmonite COVID-19. Le cellule staminali mesenchimali hanno infatti  dimostrato di possedere una potente funzione immunomodulatrice completa.  Le terapie attuate non sempre danno frutti nei pazienti in terapia intensiva, quindi gli studiosi hanno provato ad utilizzare le cellule mesenchimali, perché speravano in un maggiore effetto antiinfiammatorio.

Lo studio condotto a Wuhan ha mirato ad indagare se il trapianto di cellule staminali mesenchimali potesse migliorare l’esito di 7 pazienti arruolati con polmonite COVID-19 nell’ospedale Wuhan di Pechino, in Cina, dal 23 gennaio 2020 al 16 febbraio 2020. I risultati clinici, nonché i cambiamenti dei parametri dell’infiammazione e dell’immunità, ma anche i livelli di funzionalità e gli effetti avversi di 7 pazienti arruolati sono stati valutati per 14 giorni dopo l’iniezione di cellule staminali mesenchimali. Le cellule staminali mesenchimali derivanti dal cordone ombelicale hanno un potere immunomodulatorio, possono prevenire ed attenuare la tempesta di molecole infiammatorie generate dal virus e possono anche migliorare i danni creati dal virus sull’ambiente circostante. Stimolano, infatti, la riparazione endogena dei tessuti. Il trapianto avviene in maniera semplice. Tramite endovena. L’organo verso il quale si dirigono è prioritariamente il polmone, proprio l’organo attualmente più colpito dal virus, proteggendo gli alveoli, prevenendo la fibrosi polmonare e migliorandone la funzionalità.

 Questo studio ha dimostrato che le cellule staminali mesenchimali derivanti dal cordone ombelicale possono curare o migliorare significativamente gli esiti funzionali nei pazienti senza effetti avversi. La funzione polmonare e i sintomi dei pazienti osservati sono significativamente migliorati in 2 giorni dopo il trapianto di cellule staminali mesenchimali. Tra questi, due pazienti comuni e un paziente grave sono stati recuperati e dimessi in 10 giorni dopo il trattamento. Dopo il trattamento, i linfociti periferici sono aumentati, la proteina C-reattiva è diminuita e le cellule immunitarie secernenti le citochine CXCR3 + CD4 + T, CXCR3 + CD8 + T e CXCR3 + NK sono scomparse in 3-6 giorni. Inoltre, un gruppo di CD14 + CD11c + CD11b Le cellule CXCR3 + CD8 + T e le cellule CXCR3 + NK sono scomparse in 3-6 giorni. Inoltre, un gruppo di CD14 + CD11c + CD11b Le cellule CXCR3 + CD8 + T e le cellule CXCR3 + NK sono scomparse in 3-6 giorni. Inoltre, un gruppo di CD14 + CD11c + CD11bla popolazione di cellule DC a media regolamentazione è cresciuta notevolmente. Nel frattempo, il livello di TNF-α si è significativamente ridotto, mentre IL-10 è aumentato nel gruppo di trattamento cellule staminali mesenchimali rispetto al gruppo di controllo placebo. Inoltre, i profili di espressione genica hanno dimostrato che le cellule staminali mesenchimali erano ACE2  e TMPRSS2  e questo indicava che le cellule staminali mesenchimali erano libere dall’infezione COVID-19. Pertanto, il trapianto endovenoso di cellule staminali mesenchimali è risultato sicuro ed efficace per il trattamento in pazienti con polmonite COVID-19, in particolare per i pazienti in condizioni criticamente gravi.

Le cellule staminali mesenchimali hanno delle caratteristiche immunologiche che permettono di esser trapiantate anche da un paziente diverso dal donatore e non generano rigetto.

Gli studi realizzati sulle cellule staminali mesenchimali confermano come sia stata sottovalutata questa fonte preziosa di cellule e come si debba ripensare OGGI ad una legge che permetta di prendere in considerazione la crioconservazione e l’utilizzo di queste cellule anche nel nostro paese.

Il 5 aprile la FDA americana ha approvato la terapia sperimentale con cellule staminali mesenchimali nei casi più gravi.

http://www.aginganddisease.org/EN/10.14336/AD.2020.0228

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